21 luglio 2024
Aggiornato 12:30
Vertice a Palazzo Grazioli

Liberalizzazioni: summit con Berlusconi. Ora contatti PDL-Governo

L'ex Premier riunisce il partito: Leali, ma senza sconti. Scajola: Una grande forza non segue solo i sondaggi. Alfano: Se il progetto è organico, ok anche sui taxi. Rotondi: Salvaguardare alcune

ROMA - Valuteremo ogni singolo provvedimento senza fare sconti, fermo restando l'appoggio leale al governo. Silvio Berlusconi sa che il passaggio è stretto e complicato, difficile per il Pdl forzare la mano rispetto a un provvedimento sul quale Mario Monti sta puntando e sul quale l'intero esecutivo si gioca la faccia. Eppure, nel corso del vertice del partito a Palazzo Grazioli che si è tenuto nel primo pomeriggio - al quale hanno preso parte il Cavaliere, i coordinatori, i capigruppo, Alfano e alcuni ex ministri - la difficoltà del Pdl di sostenere alcuni progetti di liberalizzazioni è stata rilevata da più parti. Per questo motivo in queste ore sono in corso contatti fra i vertici del Popolo della libertà e l'esecutivo. Contatti che proseguiranno anche nel tardo pomeriggio, al pari delle altre forze di maggioranza, e che potrebbero culminare anche in incontri fra una delegazione pidiellina ed esponenti del governo.

Fabrizio Cicchitto ha spiegato le ragioni della linea della responsabilità: «La crisi è gravissima, il quadro è simile a quello del Ventinove». E Ignazio La Russa, spesso tra i più critici nei confronti dell'esecutivo, pur contestando alcuni punti delle liberalizzazioni ipotizzati in questi giorni, ha sottolineato che «cento giorni di luna di miele non si negano a nessun governo».
Certo è che le proposte pidielline e le idee del governo sono anche oggi oggetto di un confronto intenso e continueranno anche a sera con chi nel partito e nel governo segue il dossier. Oltre alle liberalizzazioni, nel corso della riunione di Grazioli si sarebbe anche discusso dell'ipotesi di intervenire sulle frequenze tv già da domani. Uno scenario, raccontano, che certo non è gradito dal Pdl.

Scajola: Una grande forza non segue solo i sondaggi - «Forse una piccola forza politica può farsi influenzare dalla pressione delle lobby. Una grande forza politica, che ha l'ambizione di tornare a guidare il Paese, non può ragionare solo in base ai sondaggi e al timore di perdere consenso al momento ma deve agire con determinazione per traguardare le liberalizzazioni guardando al futuro, anche puntando sulla capacità delle riforme di dispiegare i loro effetti in prospettiva». E' quanto ha scritto Claudio Scajola nella rubrica La bussola pubblicata sul sito della Fondazione Cristoforo Colombo.
«In un'economia aperta e globalizzata - ha aggiunto - le liberalizzazioni rappresentano un fondamentale elemento di crescita e di efficienza. Tuttavia, il processo di liberalizzazione deve essere completo, stabile, graduale e condiviso, anche dalle categorie economiche più direttamente coinvolte. Se infatti le liberalizzazioni diventano un totem ideologico e sono sbandierate come «lenzuolate» essenzialmente mediatiche, o danno l'impressione di voler colpire solo alcune categorie, diventano politicamente impossibili perché i danni che le singole categorie sono in grado di fare alla vita associata sono maggiori dei vantaggi percepiti dalla globalità della popolazione (scioperi dei benzinai, blocchi delle città da parte dei tassisti) e così il processo rischia di arenarsi, come è già accaduto in passato».

Alfano: Se il progetto è organico, ok anche sui taxi - «Se il governo ritiene, può introdurre» misure sui taxi nel provvedimento sulle liberalizzazioni,, «se i provvedimenti saranno organici e seguiranno una logica gerarchica noi plaudiremo». Il segretario del Pdl Angelino Alfano, in conferenza stampa al Senato con lo stato maggiore del partito, ha illustrato la posizione del partito sul capitolo liberalizzazioni.
L'importante, ha aggiunto, è evitare di limitarsi solo a colpire tassisti o farmacisti: «Se si pensa di convincere le agenzie di rating con qualche intervento su farmacie o taxi, liberi di crederci ma noi non ci crediamo». Sui tassisti, in ogni caso, «noi siamo favorevoli affinché il governo intervenga, in una logica generale e senza sfasciare un settore che per molti aspetti funziona».

Rotondi: Salvaguardare alcune categorie - «Il Paese va modernizzato, le liberalizzazioni sono lo strumento giusto per arrivare a questo obiettivo, ma attenti a farle comunque e in qualsiasi settore. Le professioni, le farmacie e la categoria dei tassisti vanno esclusi dall'elenco del provvedimento». Lo ha dichiarato in una nota Gianfranco Rotondi, membro dell'ufficio di presidenza del Pdl.

Mazzuca: Importante per la rivendita giornali - «Nel quadro delle liberalizzazioni ho sempre pensato che quella per la rivendita dei giornali sia molto importante. La diffusione della stampa in genere e dei quotidiani in particolare può trarre grande giovamento da un provvedimento equilibrato. Spetterà poi alle aziende editoriali utilizzare al meglio uno strumento che potrebbe rivelarsi molto utile per uscire dalla crisi». Lo dichiara Giancarlo Mazzuca, deputato del Pdl.

Ecco le 13 proposte del Pdl - Liberalizzazioni autentiche e seguendo uno schema organico e gerarchico. E' quanto chiede il Pdl in una conferenza stampa con il segretario Angelino Alfano, i capigruppo di Senato e Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, il vice del Pdl a Montecitorio Massimo Corsaro, gli ex ministri Paolo Romani e Renato Brunetta. «Siamo favorevoli alle liberalizzazioni purché non si passi da un monopolio ad un oligopolio. Per liberalizzare e migliorare le cose non occorre uccidere le professioni. Aspettiamo di vedere il testo del governo» e se il partito riterrà necessario chiedere delle modifiche «proporrà degli emendamenti».
Secondo Alfano, inoltre, il metodo seguito dall'esecutivo è positivo: «Per noi va bene quello utilizzato anche per l'approvazione della manovra che ha visto uno scambio dialettico virtuoso tra esecutivo e Parlamento. Il governo ha il dovere di presentare delle proposte e noi abbiamo il diritto e il dovere di presentare le nostre. L'esecutivo propone e il Parlamento ratifica, ma senza un obbligo evangelico».
Nel merito, ecco i settori toccati dalle proposte del partito di Silvio Berlusconi: energia, trasporti, servizi pubblici locali, settore bancario e assicurativo, servizi postali, telecomunicazioni, distribuzione carburanti, giustizia civile, privatizzazione dell'Inail, diritti d'autore, professioni, farmacie, taxi.