20 gennaio 2020
Aggiornato 17:30
Il Governo consideri le nostre proposte

Costi della politica, Di Pietro scrive a Monti: Intervenire subito

Di Pietro ha inserito l'elenco dei provvedimenti già presentati in Parlamento dai gruppi dell'Idv chiedendo al presidente del Consiglio di prenderli in considerazione

ROMA - Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere al governo un intervento immediato sull'abbattimento dei costi della politica. Di Pietro ha inserito l'elenco dei provvedimenti già presentati in Parlamento dai gruppi dell'Idv chiedendo al presidente del Consiglio di prenderli in considerazione.
«Come certamente Ella ricorderà - scrive Di Pietro - i Gruppi Parlamentari dell'Italia dei Valori hanno inteso conferire a Lei ed al Suo Governo una fiducia motivata, formalmente depositata in Parlamento, fondata su contenuti chiari, precisi ed inequivocabili. Parte essenziale della nostra fiducia era basata sulla significativa decurtazione dei costi della politica e sull'equità sociale. L'opera di razionalizzazione istituzionale rappresenta, infatti, una 'questione di credibilità' dinanzi all'Italia e non solo si rivela urgente sotto il profilo finanziario, ma si rende necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, vista la delicata fase che sta attraversando il Paese».

Di Pietro cita il discorso programmatico di Monti in Parlamento. «Lei ebbe a dichiarare che: 'Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini, sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi'. Tale ineludibilità - continua il leader dell'Idv - implica necessariamente un immediato, efficace e reale intervento in tal senso, partendo da tutto ciò che è possibile fare subito, dando così al Paese il buon esempio».

Nella lettera, Di Pietro elenca le proposte dell'Idv: «Soppressione immediata delle Province con compiti, funzioni e personale dipendente da affidare a Comuni e Regioni; Diminuzione del numero dei deputati e dei senatori (complessivamente a 500), dei componenti dei consigli e delle giunte regionali; Riduzione di tutti i consigli di amministrazione delle società pubbliche mentre in quelle che hanno fatturati minimi vanno sciolti o ridotti ad un solo componente; Riduzione dell'indennità e soppressione degli assegni vitalizi per i membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, nonché il contestuale incremento delle dotazioni del fondo nazionale per le politiche sociali; Modifiche al rimborso delle spese per consultazioni elettorali; Soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, per la riduzione dei costi della politica; Soppressione dei rimborsi delle spese di viaggio e di trasporto per i parlamentari cessati dal mandato; Modifiche con tagli sostanziali alle sedi di rappresentanza delle regioni all'estero e all'istituzione di un 'Palazzo Italia' a Bruxelles; Taglio radicale della dotazione e l'uso di autovetture di servizio delle pubbliche amministrazioni».
«E' importante - conclude il leader IdV - che la parola 'equità' da Lei usata trovi una coerenza tra il dire e il fare del governo, in particolare sulla riduzione dei costi della politica, anche con provvedimenti legislativi urgenti. Questo, nella piena consapevolezza che i cittadini, martoriati ed angosciati dalla perdurante crisi economica e dall'ultima manovra finanziaria, possano riscontrare un cenno di dignità da parte delle Istituzioni repubblicane. Sappiamo bene che alcuni provvedimenti non rientrano nelle competenze del governo, ma la maggior parte di essi possono essere presi in considerazione».