5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
Giustizia | Emergenza carceri

Severino: Il reinserimento prossima tappa dei miei sforzi

Il Ministro della Giustizia domani accoglie il Papa in visita a Rebibbia: «Oggi vi sono delle disponibilità economiche che ci consentono di affrontare il problema della ristrutturazione di alcune carceri»

CITTÀ DEL VATICANO - «Naturalmente, il reinserimento è l'obiettivo che dovrebbe avere il carcere. Sappiamo tutti, poi, che così non è. Allora, la prossima tappa dei miei sforzi è rivolta proprio a questo». Lo annuncia il ministro della Giustizia Paola Severino.

«Sto studiando molto - afferma la Guardasigilli intervistata da Radio Vaticana alla vigilia della visita che il Papa farà domani a Rebibbia - so che ci sono molte organizzazioni che si occupano del reinserimento e soprattutto del recupero lavorativo del carcerato, lavoro di qualità naturalmente, perché il carcerato può imparare a fare lavori di qualità, dei lavori anche raffinati. Ed io credo che se non si sentirà inutile, ma si sentirà utilizzato ed utilizzabile per il futuro nel suo reinserimento, questo gli darà molto conforto». Il ministro Severino accoglierà domani il Papa a Rebibbia.
«Il mio impegno per il carcere è un impegno estremamente forte», afferma la Guardasigilli. «Oggi vi sono delle disponibilità economiche che ci consentono di affrontare il problema della ristrutturazione di alcune carceri, ci sono alcune misure che prevedono l'alleggerimento del numero delle persone detenute in carcere. Ho avuto molta cura di questi provvedimenti proprio perché credo che il sovraffollamento carcerario porti a delle condizioni di vita disumane e che la tutela dei diritti umani rappresenti uno dei valori fondamentali della nostra civiltà e della nostra Costituzione e che quindi vada tutelato con il maggior numero di misure possibili».

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