7 luglio 2020
Aggiornato 11:00
Conferenza degli organismi di controllo parlamentare sui Servizi di informazione

Servizi, D'Alema: I rischi per la sicurezza si sono moltiplicati

Il Presidente del Copasir: «Cyber war rappresenta il rischio maggiore. Scelte non siano messe in discussione a ogni cambio di maggioranza»

ROMA - «I rischi per la sicurezza si sono moltiplicati e sono aumentati i potenziali portatori delle minacce». Lo ha detto il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, oggi a Berlino, in occasione della settima Conferenza degli organismi di controllo parlamentare sui Servizi di informazione degli Stati membri dell'Unione europea, della Norvegia e della Svizzera.
«Il terrorismo - ha spiegato D'Alema - ha costituito indubbiamente l'elemento di maggiore preoccupazione e destabilizzazione, tenuto conto anche del ruolo giocato da alcune realtà statuali. Si sono venute inoltre delineando nuove forme di attacco strettamente connesse alla globalizzazione e alla evoluzione tecnologica. La cyber war rappresenta forse oggi il rischio maggiore per le potenzialità offensive e per le difficoltà di contrasto. Anche la sicurezza economica e industriale può essere colpita aggredendo le infrastrutture informatiche come alcuni recenti episodi hanno concretamente dimostrato».
«I servizi di intelligence - ha proseguito il presidente del Copasir - devono adeguarsi a tali nuove sfide. Una riflessione approfondita appare indispensabile per giungere a delimitare i confini delle competenze dell'intelligence in un ambito complesso in cui interagiscono interessi privati e pubblici. Si va, infatti, dalla protezione delle infrastrutture strategiche, a quella delle imprese nazionali eventualmente soggette a concorrenza sleale, al contrasto ad attacchi all'economia nazionale che possono derivare da un certo uso dei fondi sovrani o dalla violazione dei diritti di proprietà intellettuale».

Scelte non siano messe in discussione a ogni cambio di maggioranza - «E' evidente che in questo quadro - ha detto ancora D'Alema - non vi è più una missione predefinita e tendenzialmente esclusiva per i Servizi (sicurezza militare), ma è il decisore politico che deve definire gli indirizzi e le priorità dell'attività di intelligence che sembra aver acquisito un maggiore rilievo rispetto al passato proprio a causa della complessità della situazione. Il tipo di informazioni che i Servizi possono fornire ai Governi è divenuto sempre più centrale nei processi decisionali. Il rapporto tra decisione politica e intelligence è quindi biunivoco, perché per definire le priorità gli organi dell'Esecutivo hanno bisogno di un quadro di informazioni qualificato e a loro volta i Servizi devono assolutamente essere indirizzati in un'attività di ricerca informativa che altrimenti rischierebbe di essere generica».
«Naturalmente - ha osservato il presidente del Copasir - le scelte compiute non possono essere radicalmente rimesse in discussione ad ogni cambio di maggioranza parlamentare. E' indispensabile creare le condizioni per definire linee di fondo condivise che costituiscano la base di riferimento per l'attività degli organi di informazione e sicurezza; attività che è opportuno si svolga con carattere di continuità».