25 ottobre 2021
Aggiornato 21:00
Politica & Giustizia

Intercettazioni: Pd, fiducia? Un pericolo serio per le indagini e la cronaca

Ferranti: «Il gruppo alla Camera indica 63 priorità su 400 emendamenti»

ROMA - Su richiesta della presidenza della Camera, il gruppo Pd ha reso noto di aver «comunicato 63 priorità del Pd sui 400 emendamenti presentati» al ddl sulle intercettazioni da mercoledì all'esame della Camera dei deputati. «Si tratta di richieste irrinunciabili - ha affermato la capogruppo democratica nella Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - che servono a modificare radicalmente un testo nato per colpire il diritto ad una libera informazione e compromettere seriamente l'accertamento dei reati e quindi la sicurezza degli italiani».

«Si tratta - ha spiegato, sintetizzando il contenuto degli emendamenti dei democratici di proposte che mirano a garantire la libertà di stampa e ad eliminare tutti i lacci e lacciuoli che la maggioranza vorrebbe introdurre per autorizzare le intercettazioni. In particolare, reputiamo irragionevole la scelta di dare la competenza dell'autorizzazione delle intercettazioni ad un tribunale collegiale quando un giudice monocratico può addirittura dare l'ergastolo in sede di rito abbreviato. Gli impatti organizzativi di questa scelta sul sistema giustizia saranno disastrosi. Relativamente alla possibilità di effettuare intercettazioni per reati gravi di criminalità organizzata reputiamo folle ed irresponsabile l'abrogazione dell'articolo 13 della Legge Falcone che consente invece di facilitare e velocizzare notevolmente le indagini anche contro la mafia. Relativamente alle intercettazioni ambientali il testo è confuso e gravemente limitativo dei poteri investigativi. Come del resto per i tabulati telefonici che vengono irragionevolmente accomunati alle intercettazioni e quindi soggetti a forti limitazioni nonostante siano strumenti di indagini fondamentali nell'immediatezza. Del tutto incomprensibili i percorsi ad ostacoli a cui la maggioranza vorrebbe sottoporre l'autorizzazione delle ispezioni, delle perquisizioni e dei sequestri».

«E' evidente che con la scusa delle intercettazioni e dietro ad una falsa tutela della privacy la maggioranza, forse ricorrendo all'ennesima fiducia - ha denunciato ancora la capogruppo Pd - si appresta a colpire duramente l'attività investigativa. Per quanto attiene agli effetti sulla stampa abbiamo presentato un emendamento che abroga la norma ammazza - blog e valorizzato ulteriormente la nostra proposta relativa alla cosiddetta udienza filtro». Così come «ci opporremo ad un testo che rischia di divenire un de profundis per la cronaca giudiziaria».