18 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
Il leader UDC alla Convention Nuova Italia

Casini: «Noi nella maggioranza? Prima via Berlusconi»

«Il Premier è il responsabile degli errori di Tremonti. Legge elettorale? Non abbiamo tempo per queste buffonate. Fiducia a Romano? L'unico che conosco è Prodi...»

ROMA - Sì alla patrimoniale ma deve essere «l'ultimo punto di una manovra che si basa sulla crescita». Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, durante un dibattito con Nichi Vendola e Gianni Alemanno organizzato dalla Fondazione Nuova Italia.
«La patrimoniale - ha detto - io l'ho proposta in Parlamento per primo quattro mesi fa. Però io temo che se una manovra di aggiustamento sui conti parte dalla patrimoniale, rischia di essere buttata al macero. La patrimoniale deve essere l'ultimo punto di una manovra che si basa sulla crescita».

Berlusconi è il responsabile degli errori di Tremonti - «Se c'è un gran responsabile degli errori di Tremonti è Berlusconi, perché non esiste Paese in cui il presidente del Consiglio delega ad altri la politica economica».
«E' stato lui - ha aggiunto - a dargli il via libera su tutto. Ha sempre dato ragione a Tremonti e non agli altri ministri che lo contestavano. Adesso pare che Berlusconi chieda aiuto a qualcuno per far fuori Tremonti. Ora assistiamo, salvo smentite a questo film. Ma voi pensate davvero che il Pdl abbia davvero il tempo di andare alle elezioni nel 2013 con questo spartito? Io vi dico che siete degli ottimisti, io lo sarei molto meno».

Nostro coinvolgimento nella Maggioranza? Prima via Berlusconi - «Se Berlusconi avesse a cuore il Pdl e l'Italia sarebbe lui a fare un passo indietro, non per ritirarsi a vita privata, ma per impegnarsi a dare il suo contributo al partito».
«Il tempo non lo avete. La credibilità dello stesso Alfano - ha aggiunto - si gioca su questo. Non credo che il Pdl avrà lo spazio per molte operazioni di plastica facciale se non avverte che questa cosa qui non sta in piedi».
«Noi - ha detto ancora Casini - siamo persone serie, abbiamo rischiato di non tornare in Parlamento e adesso stiamo a vedere se c'è un candidato diverso da Berlusconi? Io non rifiuto un coinvolgimento ma deve avvenire su basi di serietà».
«Per essere credibile il discorso di un rapporto tra noi - ha continuato il leader dell'Udc - ci deve essere il riconoscimento che di errori ne avete fatti tanti, non uno. Oggi vi siete accorti della Lega. Ma lasciando perdere il politichese, guardiamo i fatti. Chi ci guida ora ha un gigantesco problema di credibilità. Oggi la casa sta crollando, chi come voi è forza responsabile non può far finta che il problema può essere posto tra due anni. Qualsiasi manovra senza la credibilità di chi lo guida sarà quanto meno inutile».

Le parti migliori del Pdl e del Pd dialoghino - L'alleanza Pd-Idv-Sel? «Loro faranno quello che ritengono opportuno, se ritengono che lo schema sia riproporre l'Unione fanno bene a farlo, ma io non lo condivido: non lo feci allora, figuriamoci adesso».
«Se le parti migliori del Pdl, penso a Pisanu, Fitto, Alemanno e Mantovano, e del Pd, come Fioroni e Letta, dialogassero, io - ha aggiunto - sarei contento».

Legge elettorale? Non abbiamo tempo per queste buffonate - «Ci sono dati impressionanti sulle aziende che chiudono e i posti di lavoro che vengono persi. Non perdiamo tempo in buffonate e discussioni inutili sulla legge elettorale, quando il rischio Grecia sembra concretizzarsi».
Quanto alle aperture manifestate da Alfano, ha risposto: «Aperture, chiusure...non è questo il problema. Alfano non deve fare una legge elettorale per far piacere a me, ma semmai dovrebbe cercare di fare piacere al Paese» abbandonando il bipolarismo, «visto che il bipolarismo questo Paese l'ha messo in ginocchio».
«Alfano parla di riforma elettorale? Auguri, vedremo, se saremo tutti vivi. Ma noi - ha sottolineato Casini - non abbiamo il tempo di ragionare in termini ordinari».

Fiducia a Romano? L'unico che conosco è Prodi... - «L'unico Romano che conosco è Prodi...». Così il leader dell'Udc ha risposto a chi gli chiede della mozione di sfiducia al ministro dell'Agricoltura - su cui l'aula della Camera si esprime mercoledì.