5 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
La convention della Fondazione Nuova Italia

Alemanno a Berlusconi: «Mai più Minetti in Consiglio regionale»

Il Sindaco di Roma: «E' offensivo per Pdl e Premier. Basta calati dall'alto. Tremonti faccia politica economica in partecipazione. Cancellare dal lessico la parola secessione»

ROMA - «Mai più Minetti in consiglio regionale perché in questo modo noi offendiamo il Pdl e anche Silvio Berlusconi».Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, chiudendo i lavori della tre giorni organizzata dalla Fondazione Nuova Italia.
«Il tema delle primarie - ha sottolineato - si deve incrociare con quello della legge elettorale. Qui il dibattito è aperto: non se si deve fare con le preferenze, io credo di sì, ma dobbiamo trovare il sistema per non avere più candidati calati dall'alto».
«Una cosa è rispettare Silvio Berlusconi, un'altra cosa è cedere troppo spazio a un certo cerchio magico che si è messo attorno a Berlusconi e lo condiziona. Ogni leader rischia di essere sfruttato da chi non si assume le proprie responsabilità. Noi - ha aggiunto il sindaco di Roma - non permetteremo il processo a Silvio Berlusconi ma dobbiamo fare il modo, insieme a lui, di aprire un ciclo politico di riforme.

Aprire un cantiere per un progetto di fine legislatura - «Noi chiediamo ad Angelino Alfano, a Silvio Berlusconi e al centrodestra di fare in modo che da domani si apra un grande cantiere per progetto di fine legislatura. Questo è il modo per tornare a vincere. Noi non siamo malpancisti, noi siamo italiani che chiedono a Silvio Berlusconi, ad Angelino Alfano e al Pdl di andare avanti e vincere per l'Italia. Se non vogliamo consegnare l'Italia alla sinistra di Vendola, se non vogliamo tradire i cittadini italiani, noi siamo chiamati ad affrontare questa sfida - ha sottolineato - senza rinvii».

Il Pdl decida in modo collettivo - Nessuna volontà di creare correnti e opposizioni interne, o di staccare la spina, ma il Pdl deve diventare un partito che assume le decisioni «in modo collettivo. Il Pdl - ha affermato - ha una grande vitalità e non è al termine di un percorso. Noi stiamo dentro una realtà che sta riflettendo e noi, da questo punto di vista, siamo in grado di dare delle risposte. Molti si sono chiesti cosa c'è dietro questo convegno: correnti, opposizioni interne, sollecitazioni staccare spina. Dietro questo convegno c'è volontà di non chiudere gli occhi e guardarsi attorno. Questa volontà di affrontare i problemi - ha aggiunto Alemanno - è anche volontà di dare una risposta alla sinistra. Noi dobbiamo avere la chiarezza che il nostro impegno deve esser quello di dare risposte agli italiani e non consegnare il Paese a questa sinistra. Noi siamo qui per evitare questo. Nei confronti di Silvio Berlusconi c'è rispetto, e di fronte a questo dobbiamo avere consapevolezza del ruolo che ha. Ma l'opera di Silvio Berlusconi non è individuale e personale di un leader, è un'opera storica che sfocia nell'identità di un partito che si assume il compito di decidere in modo collettivo».
Per affrontare il tema del partito degli onesti è necessario individuare un vero collegio di probiviri che distingue tra chi è vittima di persecuzione e chi dovrebbe fare un passo indietro. «Quello del partito onesti - ha sottolineato - è il tema più delicato. Significa avere chiarezza rispetto a quelle che sono persecuzioni giudiziarie e quelle che non lo sono. Io credo che il Pdl abbia la forza per individuare un vero collegio dei probiviri che quando c'è un problema si riunisce, guarda le carte e decide se s'è persecuzione o se la persona deve fare un passo indietro».

Tremonti faccia politica economica in partecipazione - «Io voglio lanciare una grande sfida a Giulio Tremonti, la sfida deve essere quella di fare la politica economica nella partecipazione. Confindustria domani - ha sottolineato - presenterà il manifesto per l'Italia e non sta dicendo andate a casa, sta dicendo il governo governi e queste sono le nostre proposte. Noi dobbiamo chiedere a tutte le parti sociali quali sono le loro proposte. Io non vedo il segnale di un governo tecnico, anche gli industriali chiedono che il governo governi. E questo governo deve governare e creare un programma di fine legislatura e mettere insieme riforme che si attendono da anni e che si possono fare e che diventerebbero la migliore garanzia per il futuro al di là di tutti i gossip. Noi dobbiamo chiedere che questo governo vari queste riforme, ma dopo - ha dunque insistito Alemanno - che tutti saranno stati ascoltati. Non si possono fare riforme chiusi in una stanza con quattro tecnocrati. Qui la sfida non è solo tenere i conti pubblici ma rimettere in moto lo sviluppo».

Cancellare dal lessico la parola secessione - «Bisogna ripartire dall'Unità d'Italia cancellando «definitivamente dal lessico del centrodestra parole come secessione, premessa per la credibilità di qualsiasi progetto. Su questi valori - ha aggiunto - non sono più possibili compromessi o cedimenti».