26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
La politica in TV

Il Futurista: Minzolini? boicottiamo Raiuno

La rete ammiraglia sta diventando TeleArcore. PD: «Dal Tg1 solo cinque secondi per le cinque sconfitte». Giulietti-Vita: «Editoriali? L'Agcom batta un colpo». Ascolti: ieri parità Tg1-Tg5, vola Tg La7

ROMA - «Contro Minzolini boicottiamo Raiuno». Così il quotidiano on line, anche settimanale cartaceo, diretto da Filippo Rossi, secondo cui il direttore del Tg1 è «uno schifo che imbratta la storia della televisione pubblica italiana. Una vergogna nazionale che ieri sera, con il combinato disposto Minzolini-Ferrara in difesa del fortino di Palazzo Chigi, andato in scena su Raiuno tra le 20 e le 20.30, ha raggiunto nuovi picchi di indecenza. Ed è un'indecenza alla quale si può rispondere solo in un modo: con il boicottaggio senza se e senza ma».
«Al telegiornale di Augusto Minzolini - quello che censura i 'problemini' del premier e li sostituisce con avvincenti reportage sulla toelettatura dei barboncini o sulla dieta dell'avocado - gli italiani si sono ormai abituati: infatti sempre più numerosi migrano su altri canali. Stesso trattamento per Giuliano Ferrara e per la sua spericolata difesa della vita privata di Berlusconi (anche le consulenze Finmeccanica sono «vita privata»?), omelie serali che - in sostanza - si sono rivelate un flop di ascolti e che il direttore del Foglio ha trasformato, qualche mese, fa in una sorta di live show teatrale a base di mutande (ricordate?)».
«E allora boicottiamoli - conclude Il Futurista -. Boicottiamo Raiuno, cambiamo canale. Per non vedere quella che un tempo era l'ammiraglia trasformarsi, sotto la direzione di Mauro Mazza, in una rabbiosa TeleArcore, ultima ridotta di un premier alla frutta».

Ieri parità Tg1-Tg5, vola Tg La7 - Dopo il sorpasso di domenica sera e lo share al 19% ieri è stata parità tra il Tg1 (che ha visto un nuovo editoriale del direttore Augusto Minzolini) e il Tg5: 21,9% di share con 5.347 mila spettatori il primo, 21,28% di share e 5.177 milioni di telespettatori l'altro. Vola il Tg di La7 diretto da Enrico Mentana, 11,85% di share con 2.926 mila spettatori. I dati sono di Auditel.

PD: «Dal Tg1 solo cinque secondi per le cinque sconfitte» - Il Pd ha denunciato come dal Tg1 Rai siano stati questa sera dedicati «solo cinque secondi per il governo battuto cinque volte».
«I servizi sulla giornata politica dell'edizione delle 20 del Tg1 di Augusto Minzolini - è scritto in una nota dell'ufficio stampa gruppo Pd alla Camera - contengono un aspetto incredibile. Il governo viene battuto cinque volte alla Camera, è costretto alla resa e passano tutti gli emendamenti delle opposizioni con il parere contrario del relatore della maggioranza, ma alla notizia sono riservati cinque secondi circa dalla speaker in studio. Non sembra vero ma è così. Si aggiunge quindi una nuova triste pagina al decadimento del servizio pubblico».

Giulietti-Vita: «Editoriali Minzolini? L'Agcom batta un colpo» - «Non sappiamo se nella sede della Autorità di garanzia dispongano ancora di un televisore, ma sarebbe utile se volessero dare uno sguardo agli ultimi editoriali del direttore del TG 1, che ha ormai trasformato il suo tg, un tempo pubblico, in una sorta di 'ultima raffica di Salò', da dove sparare ogni sera contro i nemici del suo editore di riferimento». Lo dichiarano Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, e Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della Vigilanza: «Non ci interessano le misure disciplinari - proseguono - ma dobbiamo constatare che i guardiani delle regole, dentro e fuori la RAI, hanno ora rinunciato a svolgere il loro ruolo di garanzia. Quello che non è stato risparmiato ai Santoro, alle Dandini, e a tanti altri, viene invece concesso al servizio d'ordine mediatico di un presidente del consiglio che pensa di difendersi occupando i media e tentando di imporre la legge bavaglio. Ci auguriamo che non solo l'autorità voglia battere un colpo a tutela dell'interesse generale e di un bene comune, ma che gli stessi vertici della rai, convocati opportunamente dal presidente della vigilanza Sergio Zavoli, vogliano spiegare come intendano tutelare quel poco che resta della autonomia del servizio pubblico».
«Già che ci sono potrebbero anche spiegare, prima che lo chieda la corte dei conti, per quale ragione non sia stata accolta la richiesta di Serena Dandini e di Fandango di partecipare ad una gara pubblica per la produzione del loro programma e ,soprattutto, se il consiglio sia mai stato informato di una tale disponibilità? La grande manifestazione nazionale, annunciata dai sindacati dei giornalisti e dal comitato per la libertà di informazione , contro bavagli e censure riguarderà anche coloro che hanno imbavagliato quelle trasmissioni e quegli autori che non piacevano l presidente del consiglio e ai suoi basisti dentro la rai, la non dimenticata » struttura delta», oggi più che mai in azione», concludono.

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