19 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
La politica in TV

Minzolini: «Berlusconi non lasci». Garimberti: «Il Direttore parla troppo»

Editoriale del Direttore del TG1: «E' un diktat di pm e stampa, non c'è maggioranza alternativa». Cicchitto: «Anche quelle di Garimberti sono opinioni personali». Orlando (Idv): «Minzolini sembra un Deputato Pdl»

ROMA - Il direttore Augusto Minzolini in un editoriale nell'edizione serale del Tg1 difende il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalla richiesta di dimissioni sollevata a gran voce dalle opposizioni e da autorevoli commentatori. Minzolini cita a proposito l'editoriale del Corriere della Sera in cui si chiede «un altro governo e una altro premier», Tesi legittima - osserva - ma che non mi convince. Sono anni che la grande stampa chiede a Berlusconi di farsi da parte, anche un anno fa si parlava di governo di larghe intese, in seguito al caso Ruby e alla scissione della maggioranza, eppure il governo non cadde. Non si vede perchè oggi sulla scia della pubblicazione di intercettazioni che ledono pesantemente la privacy di Berlusconi e in cui il premier non è indagato ma parte lesa, perchè dovrebbe farsi da parte».
Secondo il direttore del Tg1 perciò «l'unica ragione per disfarsi di questo governo sarebbero il diktat della magistratura, che non lo vuole, e il giudizio della grande stampa, a cui non è mai piaciuto. Per alcuni queste sono considerazioni ragionevoli ma a mio avviso per nulla convincenti e hanno ben poco a che fare con le regole della democrazia. Anche perchè con l'opposizione alle prese con i suoi problemi - conclude Minzolini -, non si vede all'orizzonte una maggioranza alternativa che possa varare una manovra in una situazione di emergenza, e questa è una considerazione razionale di non poco conto».

Garimberti: «Minzolini parla (troppo) a titolo personale» - «Fermo restando il diritto di ogni direttore di fare editoriali o commenti, magari senza eccedere in termini di frequenza, l'opinione espressa stasera dal Direttore del Tg1 Augusto Minzolini è strettamente personale e non impegna in alcun modo la Rai». Così il presidente della Rai, Paolo Garimberti, commenta l'editoriale di questa sera del direttore del Tg1, Augusto Minzolini.

Cicchitto: «Anche quelle di Garimberti sono opinioni personali» - «Se sono personali le opinioni di Minzolini allora lo sono altrettanto quelle di Garimberti che si guarda bene dall'intervenire in questo modo quando altri direttori di telegiornali o giornali radio o di conduttori esprimono le varie posizioni della sinistra». Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera replica al presidente della Rai che ha preso le distanze dal direttore del Tg1 per l'editoriale di questa sera.

Romano: «Paradossale il giudizio di Garimberti su Minzolini» - Critiche dal ministro Pid dei Responsabili Saverio Romano al presidente della Rai Paolo Garimberti, tornato a prendere le distanze dagli editoriali su Berlusconi e la situazione politica del direttore del Tg1 Augusto Minzolini. «Beh: generalmente gli editoriali rappresentano il pensiero di chi lo scrive. Sembra paradossale che un uomo della esperienza di Garimberti voglia fare una eccezione proprio per il direttore del Tg1. Dobbiamo credere che veda solamente un tg?», ha affermato il ministro in una dichiarazione.

Orlando (Idv): «Minzolini sembra un Deputato Pdl» - «Con la direzione di Minzolini il Tg1 è diventato la dependance dell'ufficio legale del premier. Tutto ciò in spregio alla funzione del servizio pubblico, dei cittadini che pagano il canone e del dovere di cronaca che dovrebbe seguire ogni buon giornalista. Il direttorissimo si comporta come un deputato del Pdl più che come un cronista». Lo ha affermato in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando.
«Speriamo che continui con i suoi editoriali così presto non ci saranno più italiani davanti al Tg1 visto che, il suo tg, ha quasi dimezzato l'ascolto nei suoi due anni di gestione», ha detto ancora.

Api: «Minimo storico ascolti Tg1 segnale fallimento Minzolini» - «I dati catastrofici d'ascolto, che segnalano uno share del Tg1 ai minimi storici, sono un inequivocabile segnale del fallimento della gestione del telegiornale della rete ammiraglia della Rai». Lo ha dichiarato Riccardo Milana, senatore di Alleanza per l'Italia e membro della Commissione di Vigilanza Rai.
«Facciamo nostre le preoccupazioni del Comitato di Redazione del Tg1 e di tutti quelli che, come noi - ha detto l'esponente Api - hanno a cuore le sorti del principale telegiornale dell'azienda pubblica. Il risultato che oggi emerge in maniera tanto dirompente, però, non è che l'esito di un percorso già segnato e di scelte discutibili che noi denunciamo da molto tempo».
«Di fronte a numeri drammaticamente bassi, con uno share che per la prima volta scende addirittura sotto il 20% - ha concluso Milana - i vertici della Rai non possono che trarne le conseguenze e chiederne conto a colui, che ha certamente un nome e un cognome, il quale, giorno dopo giorno, sta facendo perdere autorevolezza, e ascolti, a quello che è storicamente il telegiornale più amato nel nostro Paese».