31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Festa dell'API

Rutelli: «Per Berlusconi è il tempo di... andarsene»

Il leader dell'API: «Con il suo Governo massima pressione e confusione fiscale. Napolitano è garante di tutti, non sovraccarichiamolo. Alfano è giovane e promettente, ma deve cambiare musica»

LABRO - Anche in politica «c'è un tempo per tutto» e questo, «per il presidente del Consiglio, è il momento di andarsene». Si rifugia nelle citazioni bibliche, il leader dell'Api, Francesco Rutelli, per invitare il premier a lasciare il proprio incarico e dimettersi. Poi, l'ex vicepremier, in lungo excursus, ha ripercorso tutte le promesse di tagli di tasse del premier, concludendo che «invece Berlusconi sarà ricordato come il presidente del Consiglio durante il cui governo c'è stata la maggior pressione e confusione fiscale».
«Ai dirigenti del Pdl quindi dico: è adesso il momento di mostrare responsabilità e coraggio e creare il clima per una convergenza. Il tempo - ha detto ancora Rutelli - è adesso».

«Napolitano è garante di tutti, non sovraccarichiamolo» - Tributo e riconoscimento, dalla festa nazionale di Alleanza per l'Italia, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «garante di tutti» e quindi baluardo dell'Italia. A tributarglielo, tra gli applausi della platea, il leader del partito Francesco Rutelli, che ha sottolineato un «rischio che si sta correndo», ovvero quello di «sovraccaricare» il Capo dello Stato di compiti non suoi. «In Italia - ha detto Rutelli - sta nascendo l'idea che Napolitano deve fare, oltre che il presidente della Repubblica, anche il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia. Guai: lui è il garante ed è al di sopra delle parti, è garanzia per tutti quanti e quindi mettiamolo al riparo: non possiamo includere il Capo dello Stato nel novero dei salvatori politici della patria».

«L'Italia finirà mangiata dal motore che non gira» - «Il nostro timore è che anche questa dura manovra da domani sarà mangiata e l'Italia si renderà conto di essere entrata in una spirale in cui anche durissimi sacrifici vengono bruciati in poche settimane perché il motore della crescita non gira».
«Ciò che il popolo avverte - ha aggiunto Rutelli - è che oggi stiamo facendo dei sacrifici nonostante i quali domani ci troveremo ancora in difficoltà, avendo bruciato anche quel po' di fieno che avevamo in cascina». La seconda cosa che si evince dalla gestione della manovra, ha aggiunto Rutelli, è che maggioranza e governo «non hanno voglia di prendere decisioni difficili». Insomma, «si sentono a fine corsa e sperano che un colpo di fortuna li aiuti ad andare avanti». E poi, ha concluso l'ex vicepremier, «chi avrebbe mai detto che lo slogan scelto dal presidente del Consiglio sarebbe stato lo stesso dei giudici di Milano: resistere, resistere, resistere».

«Governo inchiodato da una assurda alleanza con la Lega» - «Alfano ieri ha detto, e ha anche ricevuto applausi dai suoi sostenitori, che avrebbbe voluto fare un intervento sulle pensioni ma poi ha avuto il veto della Lega. Vuol dire che è inchiodato ad alleanze assurde». Lo ha detto Francesco Rutelli chiudendo la seconda festa nazionale dell'Api a Labro.

«Alfano è giovane e promettente, ma deve cambiare musica» - «Alfano, sei giovane, sei promettente, volta pagina e cambia musica». E' il messaggio «politico» che il leader dell'Api manda dalla festa del suo partito al segretario del Pdl, Angelino Alfano (proprio ieri ospite di Alleanza per l'Italia). E la 'musica' che Alfano dovrebbe cambiare è il riferimento «costante e continuo» al berlusconismo e all'antiberlusconismo, al fatto cioè che le coalizioni conitnuino a nascere «pro e contro Berlusconi».
Insomma, «è archeologia politica che non sta più in piedi stare a discutere di chi deve partecipare allo sciopero della Cgil».

«Profumo è quello che ci vuole» - Francesco Rutelli, leader dell'Api, rilancia la discesa in campo di Alessandro Profumo, avvenuta proprio alla festa di labro di Alleanza per l'Italia giovedì scorso, e sottolinea che «la complessità della situazione sociale e politica italiana e mondiale esige risposte visionarie e complesse, non è più possibile una discesa in campo come quella di Berlusconi nel '94. Qui - ha detto Rutelli - concludendo la festa di Labro - serve gente che dice rischio, ci sono, non voglio altro che servire il mio Paese. E qui - ha concluso riferendosi proprio a Profumo - abbiamo avuto un esempio di una persona che ha detto sono qui, vediamo cosa posso fare per il mio Paese».

«Per il Terzo polo serve un portavoce unico, magari una donna» - «Quale sarà il simbolo elettorale del Nuovo Polo, che al Senato soprattutto servirà, lo definiremo insieme. Sarebbe bello identificare fin da subito una figura di sintesi, magari una donna, che abbia la capacità di sintesi e di dire al Paese quali sono le cose più importanti che abbiamo fatto».

«Il referendum elettorale è irresponsabile» - «Non si può riproporre un referendum elettorale che rimetta le lancette della democrazia italiana indietro di vent'anni, cioè all'origine del problema che abbia oggi».
«Purtroppo - ha spiegato Rutelli - con quel referendum non aboliremmo il porcellum», ma ci ritroveremmo come nel periodo in cui in cinque anni la sinistra propose 4 governi e «i partiti erano ostaggi dei partiti piccoli e rissosi». Quindi «non si più prendere in giro gli italiani: questo referendum è tre volte irresponsabile, non porta a un meccanismo che risolve, ma semmai ci caccia ancora di più nei guai».

«Un terzo dei nostri finanziamenti per la scuola di formazione» - «Non ci sono salvatori della Patria, ma solo una patria che si riunisce e crea le condizioni per la salvezza e il rilancio. E' il tema del patriottismo il nostro messaggio...».
Per questo, Rutelli ha lanciato la «scuola di formazione politica dell'Api», una struttura permanente «finanziata con un terzo dei finanziamenti pubblici» spettanti all'Api, per formare chi vuole accostarsi alla politica «e che non pensa che la politica fa schifo».

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