29 novembre 2021
Aggiornato 10:30
Gli abitanti e i turisti possono stare tranquilli

Il vulcato di Stromboli è un «sorvegliato speciale»

L'INGV: «L'intensa attività degli ultimi mesi è nella normalità»

PALERMO - Gli abitanti e i turisti che ogni anno affollano Stromboli, e l'arcipelago delle Eolie in generale, possono stare tranquilli: l'intensa attività eruttiva che da mesi interessa questa particolare zona del Mediterraneo rientra in una situazione di assoluta normalità. Ad assicurarlo sono stati questa mattina Domenico Patanè, direttore della Sezione catanese dell'INGV, e Sergio Gurrieri, direttore della Sezione di Palermo. Da settimane la ripresa delle attività esplosive, con fuoriuscita di magma, fumo e lapilli, è stata al centro dell'attenzione in Sicilia, attirando da un lato la curiosità di migliaia di turisti, dall'altro creando timori per possibili imminenti grandi eruzioni, i cosiddetti «big one». «Allo stato attuale lo Stromboli - si legge sul sito della sezione catanese dell'INGV - è in uno stato elevato di attività che, tuttavia, rientra pienamente all'interno della normale fluttuazione dell'attività eruttiva del vulcano osservata negli ultimi 20-30 anni».

In realtà, che qualcosa sotto la crosta terrestre stia attraversando un particolare periodo di fermento è un dato di fatto. Ma secondo gli scienziati, nulla di più o di meno rispetto a quella che è stata la normale «fluttuazione» eruttiva degli ultimi 20-30 anni. «I fenomeni recentemente osservati - continuano all'INGV -, quali le esplosioni maggiori e le colate di trabocco, sono chiaramente collegati ad una fase di sovrappressione e degassamento del sistema/serbatoio magmatico sommiate, e potrebbero anche indicare che tale sistema è in una fase di equilibrio instabile».

Sebbene, a prescindere dall'area geografica in cui si verificano, un'eruzione o un sisma restino fenomeni di difficile previsione, gli elementi sin qui raccolti negli ultimi mesi inducono dunque gli esperti a non abbassare la guardia nè il livello d'attenzione sullo Stromboli.

«Allo stato attuale, - conclude l'INGV - tali fenomeni non modificano significativamente lo stato di pericolosità del vulcano. Tuttavia, il periodico verificarsi di fenomeni 'significativi' e imprevedibili come quelli già registrati richiede sicuramente uno stato di maggior attenzione sia in area craterica che nella Sciara del Fuoco».