7 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Legge elettorale

Bocchino: Il Referendum è uno stimolo ma riforma in Parlamento

I due quesiti in campo produrebbero leggi «monstre»

ROMA - I due referendum sulla legge elettorale Passigli e Castagnetti «hanno il pregio di aprire la questione, legge elettorale. Ma hanno il difetto che darebbero vita a una norma monstre» e in particolare «quello Passigli ci riporterebbe a un proporzionale puro: saremmo all'anticamera della Prima Repubblica. Preferirei che il Parlamento discutesse una buona legge elettorale. Magari partendo da quella attuale apportando due modifiche essenziali: l'introduzione dei collegi per la scelta dei parlamentari e un meccanismo che faccia scattare il premio di maggioranza quando una coalizione supera una soglia minima. Per me questa riforma si dovrebbe fare nel prossimo mese, ma non mi sembra ci siano le condizioni in tal senso». Lo ha sottolineato il Vicepresidente di Fli Italo Bocchino.

«L'Italia - ha affermato Bocchino ad Affaritaliani.it - ha bisogno sicuramente di cambiare in meglio la legge elettorale, soprattutto restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere gli eletti magari col sistema dei collegi uninominali che è meno a rischio del sistema delle preferenze. Riteniamo però che in questa legislatura difficilmente si possono generare le condizioni per fare una buona legge elettorale. E quindi attendiamo di capire che volontà c'è, ma siamo in una legislatura troppo di scontro. La legge elettorale funziona quando è fatta d'intesa tra le coalizioni, quando è fatta maggioranza contro opposizione alla fine non funziona».
In ogni caso, ha assicurato Bocchino sulla posizione dei finiani, «noi siamo per la discussione. Ci sono molti sistemi di cui si può parlare: ci sono sistemi proporzionali che funzionano benissimo come il Tarellum così come ce ne sono di maggioritari che non vanno