30 agosto 2025
Aggiornato 04:30
Abolizione delle province

Dopo un'assemblea-fiume il Pd, con «sofferenza», decide per l'astensione

Veltroni e Bindi: «Non possiamo votare con Pdl-Lega»

ROMA - Alla fine la linea decisa è stata quella dell'astensione. Ma la scelta è stata sofferta e discussa a lungo in una riunione fiume dell'assemblea dei deputati del Pd che ha discusso dalle 11 alle 15 su quale atteggiamento tenere oggi in Aula sul ddl costituzionale dell'Idv per l'abolizione delle Province.

L'argomento era già stato oggetto di una spaccatura interna tre settimane fa, quando la posizione assunta a nome del Pd da Gianclaudio Bressa di votare con Pdl e Lega a favore di un emendamento del Carroccio che chiedeva la soppressione di tutto il provvedimento ha fatto emergere numerosi distinguo. Che oggi si sono riproposti. Capofila dei contrari ad un voto insieme alla maggioranza, Walter Veltroni, l'ex segretario è intervenuto in Assemblea sottolineando che era un errore per il Pd votare con Pdl e Lega, «non daremmo una bella immagine» ai nostri elettori, è stato il suo ragionamento, proprio in un momento in cui «dovremmo dare un segnale al paese sui costi della politica».

In tanti sono intervenuti a sostegno di questa posizione e non solo gli esponenti della minoranza di Modem. Anche Rosy Bindi, riferiscono, ha espresso le sue perplessità sul voto contrario sottolineando l'esigenza di distinguersi dal centrodestra, pur rifiutando l'approccio demagogico della proposta Idv. C'è stato anche chi ha sollevato l'ipotesi di votare a favore dell'abolizione delle Province ma il capogruppo Dario Franceschini ha alla fine trovato una mediazione, quella dell'astensione, ricordando che comunque il Pd ha una sua proposta articolata di riorganizzazione delle Province che prevede l'abolizione solo di quelle nelle aree metropolitane.