29 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Otto ore per la verifica parlamentare

Oggi Berlusconi bissa alla Camera

Bossi avverte l'alleato: «Esito non scontato». L'Opposizione in stand by sul voto

ROMA - Inizia alle 11 a Montecitorio il secondo tempo della verifica parlamentare sul governo chiesta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'indomani del giuramento come sottosegretari nel Governo Berlusconi dei parlamentari del gruppo dei Responsabili, eletti a inizio legislatura nei banchi di opposizione e poi passati in maggioranza, garantendo la sopravvivenza a Montecitorio dopo l'uscita da esecutivo e maggioranza dei parlamentari di Fli di Gianfranco Fini.

Il dibattito a Montecitorio è previsto durare otto ore. E «nulla è scontato», ha avvertito il leader della Lega Umberto Bossi sull'esito odierno della verifica, ieri grande assente nell'aula a palazzo Madama insieme a Giulio Tremonti dai banchi del Governo di cui pure è ministro, durante l'intervento del Premier.

A Bossi e Tremonti, Berlusconi a palazzo Madama si è rivolto più volte. Sottolineando di «non volere affatto restare in eterno a palazzo Chigi» ma di essere pronto a passare la mano, una volta portata a termine la legislatura e ristrutturato il centrodestra. «Una crisi al buio - ha sottolineato il Premier- oggi sarebbe una follia: una sciagura per il Paese», rilanciando «entro l'estate» la presentazione della delega per una riforma fiscale «senza buchi di bilancio», come da Tremonti richiesto, che riduca a tre le aliquote e semplifichi l'intero sistema tributario. Insieme al programma di riforma della Giustizia e delle Istituzioni, sulle quali Berlusconi ha teso la mano alle opposizioni.

Ma Bossi, ieri, su questo tema lo aveva preceduto: auspicando senza mezzi termini «una intesa necessaria con le minoranze per riformare la legge elettorale come spero e vorrei proprio si faccia». Ed in serata l'ottimismo del premier dopo la fiducia netta ottenuta la mattina alla Camera sul maxiemendamento del dl sviluppo con 317 sì, cifra mai raggiunta a Montecitorio dopo l'addio di Fini, si è fatto meno sfavillante. Il dl sviluppo alla votazione finale è passato con 308 voti, contro i 317 ottenuti poche ore prima. Ed in aula sono passati tutti gli odg delle opposizioni contro il trasferimento al Nord dei ministeri. «Berlusconi? Non so cosa ha detto - ha commentato Bossi sul discorso del Premier al Senato- non l'ho sentito, lo sentirò alla Camera...». Parole colte al volo dall'opposizione. Che se ieri al Senato ha rinunciato a chiedere un voto sul Governo dopo il discorso di Berlusconi, non ha ancora detto se alla Camera farà altrettanto. Deciderà dopo la replica del Premier. Con le antenne dritte sugli umori leghisti.