12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Il commento del vicepresidente del CSM

Vietti: Le parole del Premier non aiutano percorso riforma

«E' fondamentale ma non può essere punitiva per la Magistratura»

ROMA - Il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Michele Vietti ha deciso di commentare questa mattina le parole sulla «dittatura dei giudici di sinistra» che Silvio Berlusconi ha rivolto ieri al presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «Non credo - ha detto parlando a margine della conferenza dei procuratori generali delle Corti supreme europee - che tutti i magistrati stranieri qui presenti oggi abbiano avuto la sensazione che viviamo sotto una pericolosa dittatura».

«RIFORMA FONDAMENTALE» - «Oggi - ha aggiunto - siamo impegnati a costruire il profilo europeo del nostro sistema giudiziario e vorremmo che tutte le istituzioni nazionali fossero impegnate con noi in questa missione». Secondo il vicepresidente dell'organo di autogoverno delle toghe «la rappresentazione caricaturale della magistratura italiana, specie se fatta in sedi internazionali, non aiuta la leale collaborazione tra i poteri e soprattutto non favorisce un sincero percorso riformatore».
«La riforma della giustizia - ha detto ancora Vietti - è fondamentale ma non può e non deve essere solo una riforma, specie se punitiva, della magistratura». A chi gli ha chiesto se pensi che il Csm possa aprire una pratica a tutela dei magistrati italiani, dopo le parole del premier, Vietti ha comunque replicato con prudenza: «Io credo - ha affermato - che il Csm non debba farsi trascinare in spirali polemiche. Credo siano sufficienti queste mie parole». Ha sentito il capo dello Stato?, gli ha chiesto un cronista. «Il capo dello Stato - ha risposto Vietti - era con noi ieri in Cassazione...».