31 agosto 2025
Aggiornato 00:00
Dopo il pressing di Bossi e del Pdl

Berlusconi rompe il silenzio e va in tv

«Si vince o si perde assieme». Con il Senatur «tregua dei 10 giorni»

ROMA - Prima di tutto, mandare un messaggio all'esterno: con Bossi è tutto a posto, il governo non rischia, anche perché di alternative non ce ne sono. Ufficialmente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, continua a tacere. A cinque giorni dalla 'batosta' di Milano non c'è traccia di una sua dichiarazione ufficiale. Solo indiscrezioni, tanto che Walter Veltroni è arrivato a invocare l'intervento di Chi l'ha visto.
Ma oggi si dovrebbe cambiare registro. Perchè il Cavaliere, che sconsolato dal voto amministrativo aveva avuto la fortissima tentazione di 'defilarsi' dalla gara per i ballottaggi, sarebbe pronto a parlare di nuovo in pubblico. In programma ci sono infatti almeno un paio di interviste: Studio Aperto e Tg1. E chissà che a ruota non se ne aggiunga qualche altra.

La decisione sarebbe maturata dopo due incontri: quello avuto in mattinata con Umberto Bossi e quello con i vertici del partito riuniti nel pomeriggio a palazzo Grazioli. Nei giorni scorsi Berlusconi aveva legato il suo ritorno in campo a una eventuale 'risalita' nei sondaggi, reticente a mettere la faccia su una sfida che, soprattutto a Milano ma anche a Napoli, rischia di trasformarsi in una sconfitta. Non che nell'entourage del premier si respiri ottimismo, ma nell'incontro di questa mattina il Cavaliere si è trovato di fronte un senatur pronto a fare comizi e manifestazioni di partito nei prossimi giorni. «Dobbiamo stare vicini e motivare il popolo leghista» avrebbe detto Bossi. In più, verso il premier è partito il pressing dei vertici del Pdl, perché la campagna elettorale - è stato il ragionamento - deve essere sì concentrata sui temi amministrativi e sulle proposte alternative dei due candidati, ma in gioco c'è la tenuta del governo. Il resto lo ha fatto la logica del simul stabunt, simul cadent.

Per questo sta prendendo corpo l'idea di una conferenza stampa in cui Silvio Berlusconi e Umberto Bossi possano presentarsi uno accanto all'altro. O in alternativa, se la 'faccenda' dovesse prendere una piega positiva, anche un comizio in tandem.
Raccontano che Silvio Berlusconi non abbia sciolto ancora la riserva, che ci stia pensando su. Ma anche che nelle ultime ore si sia convinto che a questo punto mettere la faccia sulla campagna elettorale con l'amico-alleato Umberto Bossi significa in fondo legare i reciproci destini: o si vince assieme o si perde assieme, e nessuno potrà dire che è colpa dell'altro. Un ragionamento che però - nell'entourage del premier ne sono consapevoli - può valere di sicuro per i prossimi dieci giorni. E che però difficilmente basterà a 'tenere' la Lega se a Milano e Napoli sarà debacle.