24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Maxi operazione della DIA di Reggio Calabria

'Ndrangheta, confiscati beni per quasi 50 milioni a imprenditore

Tra i beni confiscati ci sono società, numerosi edifici, numerosi ettari di terreno e un quantitativo consistenti di denaro liquido

REGGIO CALABRIA - La Dia di Reggio Calabria diretta dal colonello Francesco Falbo ha confiscato beni mobili e immobili per un valore di quasi 50 milioni di euro a Salvatore Domenico Tassone, un imprenditore di Polistena (Reggio Calabria) ritenuto in contatto con alcune cosche della 'ndrangheta. La decisione è stata presa dal Tribunale di Reggio Calabria per gli sviluppi dell'operazione Arca, che negli anni scorsi aveva portato all'arresto di numerose persone accusate di operazioni illecite negli appalti e subappalti per lavori di ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. In particolare nel tratto compreso tra La zona delle Serre in provincia di Vibo Valentia e Rosarno in provincia di Reggio Calabria

Tra i beni confiscati ci sono società, numerosi edifici, numerosi ettari di terreno e un quantitativo consistenti di denaro liquido depositato in alcuni istituti di credito. Tassone, in carcere dal 9 luglio, sarebbe collegato in particolare alle cosche Longo e Versace di Polistena, e, per vincoli parentali, ai gruppi Alvaro, di Sinopoli, e Ierinò, di Gioiosa Jonica.
L'imprenditore è stato al centro di episodi di cronaca anche in passato. Nel 1993 è stato indagato e poi assolto nell'ambito di un'inchiesta sulla costruzione di una diga sul fiume Metramo. Nel dicembre 1994, mentre viaggiava in auto insieme al figlio, è stato ferito in un agguato compiuto da tre persone armate di fucili caricati a pallettoni. Nel 2000, invece, è stato condannato per omicidio ed occultamento di cadavere.