29 luglio 2021
Aggiornato 16:00
Lotta alla Camorra

Alfano: Caterino al 41 bis testimonia che lo Stato vince

Il Ministro della Giustizia: «Al clan sequestrati 15 miliardi in beni e liquidi»

NAPOLI - Ieri il Guardasigilli ha firmato il 41 bis per il boss dei Casalesi Mario Caterino arrestato nei giorni scorsi a Casal di Principe, a dimostrazione che ci sono i «cattivi» che pagano e i buoni, ossia lo Stato che vince. Parlando nel corso di una manifestazione elettorale a Napoli a sostegno del candidato sindaco Gianni Lettieri, il ministro della Giustizia è tornato a ricordare i successi ottenuti dal governo Berlusconi nella lotta alla criminalità organizzata, ribadendo che gli esponenti di 'ndrangheta, camorra e mafia «mettono in conto di finire in galera, ma non di finire in galera poveri».

Per questo motivo, ha detto Alfano, si sta continuando ad aggredire i patrimoni della criminalità organizzata acquisiti in modo illecito. Negli ultimi anni, infatti, sono stati sequestrati beni mobili, immobili e liquidi per «oltre 15 miliardi di euro» e che sono passati «dalle mani sporche del crimine alle mani pulite dello Stato». «I criminali si spaventano molto del carcere duro e dei sequestri - ha concluso Alfano - per questo diciamo che c'è chi perde come i delinquenti e chi vince come lo Stato».