12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Mafia | Stragi '93

Giovanni Brusca testimonia oggi a Firenze

Il 5 maggio i Graviano. La Procura vuole fare luce sui Georgofili tramite la ricostruzione del ruolo di Tagliavia

FIRENZE - Il processo al boss Francesco Tagliavia, imputato come 'coautore' delle stragi di Mafia del 1993 volge al termine e a salire sul banco dei testimoni arrivano a Firenze Giovanni Brusca, che sarà sentito oggi, e i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano (il 5 maggio). Tramite la ricostruzione del ruolo di Tagliavia, la Procura sta cercando di ridisegnare i moventi e i mandanti esterni di quelle stragi, o quantomeno, di allargare gli orizzonti rispetto al processo condotto, sempre a Firenze, a metà anni Novanta. Per quanto riguarda i moventi, gli inquirenti cercano di capire il peso del carcere duro contro i mafiosi, quel '41 bis' che, nel periodo di massima strategia stragista subì varie revoche.

LE ACCUSE DI SPATUZZA - Sul fronte mandanti, si cerca anche di capire l'entità reale delle accuse rivolte dal pentito Gaspare Spatuzza a figure politiche quali Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Contro Spatuzza, Francesco Tagliavia non ha mancato di lanciare accuse, durante il processo in corso, definendolo «indegno». La pista che, attraverso Brusca e i Graviano, riconosciuti come colpevoli a vario titolo della bomba ai Georgofili, porterebbe ad Arcore è battuta sia dalla Procura di Firenze che da quella di Palermo. I Graviano, secondo le accuse mosse da altri mafiosi e rilanciate da Spatuzza, erano gli intermediari tra Berlusconi e Cosa Nostra.