12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
«Altro che Libia e clandestini»

Il Giornale: «Tremonti aizza la Lega»

«Dietro lo strappo del Carroccio c'è manina del ministro dell'Economia»

ROMA - «Altro che Libia e clandestini. Dietro la minaccia di strappo della Lega c'è soprattutto l'ira di Tremonti». Con un editoriale firmato dal direttore Alessandro Sallusti, l'apertura del Giornale è dedicata allo scontro in atto nel governo sulla Libia; titolo a tutta pagina: «Tremonti aizza la Lega».

Secondo Sallusti «l'ira di Tremonti» sarebbe dovuta in particolare a «due fatti. Il primo: la nomina voluta da Berlusconi del suo nemico storico Mario Draghi», indicato per la guida della Bce. «Secondo: il via libera del premier alla scalata francese su Parmalat, operazione osteggiata dal ministro dell'Economia che peraltro non era riuscito a mettere in piedi una alternativa italiana. Questioni personali, quindi, più che politiche, di un ministro che si sente premier e che ha grande influenza sulla Lega. Al punto da aizzarla contro Berlusconi facendo leva su due questioni, bombardamenti e clandestini che stanno a cuore al popolo del Carroccio molto sensibile in campagna elettorale».

«Le cose in realtà sono molto diverse», spiega Sallusti ricordando che l'Italia «non poteva uscire dalla Nato o tradire l'alleanza politica occidentale». Quanto all'opa di Lactalis «il governo ha messo al sicuro i posti di lavoro Parmalat, creato ricchezza per i soci». «Tutto questo a Tremonti non pare interessare. Ha perso la testa - prosegue Sallusti - e cerca l'affondo con il tifo delle opposizioni». Ma nella Lega «c'è chi getta acqua sul fuoco. Sfasciare tutto per cosa? Per vendicare Tremonti della nomina di Draghi? E' un po' poco, è difficile farlo digerire al popolo leghista. Anche in tempi di campagna elettorale», conclude Il Giornale.