6 giugno 2020
Aggiornato 21:30
Intervista alla Stampa del Presidente emerito della Repubblica

Ciampi: In Italia si è indebolita l'integrità di persone e Istituzioni

«Sull'UE nel 2004 sono stati fatti degli errori, ma agli attuali leader manca visione»

ROMA - «Assistiamo a un decadimento morale, sia nell'etica individuale che nell'etica istituzionale». E' il monito che, in un'intervista alla Stampa, ha lanciato il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. «In Italia - ha affermato - si è indebolita l'integrità delle persone e delle istituzioni. Ma se questo manca, manca tutto. Prevale la logica del successo immediato, misurato in termini di successo puramente economico».

Il senatore a vita parla della situazione dell'Europa e di quella che definisce «la zoppia di cui ha sofferto». «Non si è accompagnato alla moneta unica, che è un fatto federativo - ha spiegato - una politica economica europea. L'eurogruppo no si è mai istituzionalizzato, non ha mai assunto poteri decisionali cui tutti devono adeguarsi».
Secondo Ciampi la colpa della crisi dell'Ue non è solo di Berlusconi, Sarkozy e Merkel, sebbene «in loro è mancata la visione, è mancato un respiro veramente europeo. In questo c'è colpa, una mancanza di principi». A suo giudizio, tuttavia, al momento della firma del Trattato europeo del 2004 furono fatti «due errori»: «anzitutto avremmo dovuto fare prima il nuovo trattato e poi aprire ai paesi nuovi», e poi la commissione Giscard «aveva fatto un documento che non andava» perché «troppo lungo e senza nerbo».
L'ex capo dello Stato ha però anche sottolineato che andarsene dall'Europa «non è possibile» e «se fosse possibile avremmo in Italia una decadenza, prima economica e poi morale».

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