15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Biotestamento

L'UdC per anticipo ddl. Pd: Cinico cambio di calendario

Inizialmente le opposizioni erano unite. Fli non segue Casini che si smarca è chiede un'accellerazione sul testamento biologico

ROMA - L'Udc ci ripensa. Dopo essersi schierato con il resto dell'opposizione alla conferenza dei capigruppo di ieri, il partito di Casini oggi si smarca e chiede un'accelerazione sul testamento biologico. Critico il Pd e anche i finiani non seguono il partito di Pier Ferdinando Casini.
In conferenza dei capigruppo l'opposizione non aveva fatto passare la proposta della maggioranza (Pdl, Lega e Responsabili) di modificare il calendario di Montecitorio e anticipare alla prossima settimana l'approdo in aula del provvedimento. Dal Governo era arrivato il Documento di economia e finanza (Def), da approvare entro fine mese, e, in mancanza di unanimità, il Presidente della Camera Gianfranco Fini aveva infatti confermato il calendario precedente. Immediate le proteste della maggioranza, a partire dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi che, a nome del Governo, aveva chiesto una tempestiva approvazione del disegno di legge al palo già da tempo. Già in serata, però, l'Udc aveva precisato, con una lettera a Fini a firma del capogruppo Gian Luca Galletti, di essere «disponibile a lavorare a partire dalla prossima settimana anche oltre i giorni e i tempi previsti» pur di accelerare l'iter. Il provvedimento, del resto, è caro alla sensibilità cattolica e stamane il quotidiano dei vescovi Avvenire titolava il mancato 'rush' in modo inequivocabile: «Rinvio senza un perché».

La posizione già abbozzata ieri sera è stata chiarita da Casini. Il leader dell'Udc ha preannunciato che mercoledì prossimo chiederà in Aula l'inversione dell'ordine del giorno per anticipare la discussione. «Nella speranza che tutta l'aula voti insieme a noi l'inversione dell'ordine dei lavori, ci auguriamo che il clima del dibattito abbia toni e accenti dignitosi, come merita la legge», chiosa la deputata centrista Paola Binetti. «La discussione sugli emendamenti richiede il chiarimento di alcuni passaggi per migliorarne la stesura e consegnare ai cittadini una legge sul fine vita equilibrata e veramente bipartisan». Secondo Binetti, «il nuovo polo riesce a trovare soluzioni condivise anche davanti a problemi complessi».

I finiani non hanno lo stesso slancio. «La prossima settimana c'è il Def, che dovrebbe dare l'impostazione alla politica economica dei prossimi anni. Sarebbe bene che il Parlamento si occupasse fino in fondo di questo tema non una discussione ampia», spiega il capogruppo di Fli Benedetto della Vedova interpellato per un commento. «Capisco le ragioni per cui Casini ha risposto alla provocazione del Pdl di voler usare il tema del fine vita in campagna elettorale per farsi un po' di buona coscienza a buon mercato. Ma per noi questa legge è sbagliata. Tuttavia se la maggioranza del Parlamento darà urgenza a questo ddl - puntualizza l'esponente finiano - noi siamo pronti con una posizione chiara e univoca e presenteremo un nostro emendamento teso a cambiare complessivamente il testo».