27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Immigrazione

Napolitano: UE più coesa, lavorare a integrazione

A Budapest oggi e domani a vertice di 9 Capi di Stato europei

BUDAPEST - Da Budapest le coste di Lampedusa sono lontane, ma Giorgio Napolitano tiene bene a mente il dramma di queste ore. E nel cuore della Mitteleuropa, dove partecipa a un vertice informale di nove Capi di Stato Ue, chiede all'Europa maggiore coesione di fronte all'emergenza dell'immigrazione.
A livello europeo «c'è bisogno di scelte più coese da molto tempo», ha detto il Presidente della Repubblica. «Si è fatta fatica a rendere efficaci delle regole comuni in materia sia di immigrazione sia di asilo», ha aggiunto Napolitano, sottolineando che «in ogni caso» l'immigrazione «è un processo di lungo periodo che va oltre le emergenze». Tanto più che anche le più recenti statistiche mostrano che il vecchio continente ha sempre più bisogno della «iniezione» di forza-lavoro giovane proveniente dal di fuori dei suoi confini.

Più che un monito, quello di Napolitano è un invito ai partner europei a condividere i problemi nati dall'arrivo sulle coste italiane di profughi ed emigrati nordafricani. Nelle parole del Presidente della Repubblica affiora, infatti, la fiducia che le frizioni di questi giorni su visti di soggiorno temporaneo e spazio Schengen - ieri con la Francia, oggi con la Germania - si risolvano in scelte condivise. E' solo di ieri sera la nota con la quale il Presidente della Repubblica ha espresso «vivo apprezzamento» per l'intesa raggiunta tra Governo, Regioni e Comuni che ha poi spianato la strada all'accordo tra il ministro dell'Interno Maroni e il suo omologo francese Gueant. Già ieri sera Napolitano puntualizzava che riveste «essenziale importanza» sia l'attuazione dell'accordo bilaterale con la Tunisia «sia, e ancor più, la definizione di orientamenti comuni in sede europea». Una «cornice di maggiore cooperazione» che - ha chiosato oggi - «spero vada avanti».

Che non ci sia animosità verso Berlino nelle parole di Napolitano appare anche dal fatto che, riferendo brevemente ai giornalisti che lo attendevano in albergo i lavori della sessione di lavoro dedicata questo pomeriggio al multiculturalismo e all'identità europea, Napolitano abbia menzionato, tra gli altri, l'intervento del presidente tedesco Christian Wulff. Dopo l'introduzione del portoghese Anibal Cavaco Silva, «sia il presidente tedesco che il presidente polacco si sono espressi in modo molto eloquente a favore del massimo sforzo di integrazione e del rispetto dei diritti delle minoranze e di tutti i cittadini». Se nel passato non c'è stata coesione europea, insomma, ora «si tratta di vedere come realizzare le politiche di integrazione».

Domani Napolitano partecipa alla seconda e ultima giornata di lavoro dell'Arraiolos group, che prende il nome dalla cittadina portoghese dove si svolse per la prima volta 2003. I nove Capi di Stato - oltre a Italia, Ungheria, Germania, Portogallo, Polonia, Austria, Lettonia, Finlandia e, da ultimo, Slovenia - si concentreranno sulle prospettive prossime venture dell'Ue. A introdurre i lavori, con un intervento sul programma Europa 2020, sarà proprio Napolitano. Dopo una conferenza stampa di fine mattinata e una ultima colazione ufficiale, il Presidente della Repubblica farà rientro nel pomeriggio in Italia.