26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Cerimonia a Palazzo Chigi

Berlusconi show: imprenditore, cacciatore teste e look maker

Gaffe del Premier a premiazione giovani eccellenze su disabile

ROMA - Parte nella versione imprenditore, per i consigli e i suggerimenti che dalla sua storia si sente di dare ai giovani al primo lavoro. Finisce con uno show, tra barzellette e nuovi ruoli: intervistatore, cacciatore di teste e soprattutto look maker. E pescando nei ricordi divertenti, ci scappa anche una piccola gaffe.

Ai 20 ragazzi premiati nel progetto Campus mentis, raccordo tra università e imprese per facilitare l'accesso al lavoro, Berlusconi dispensa consigli: «l'ambizione», la stessa messa da lui in ogni cosa fatta. Dal Milan, «è diventata la prima squadra, a Milano 2, quando tutti «mi schernivano, in Consiglio comunale c'erano risate e sghignazzi e poi la città l'ho fatta e ho vinto un premio mondiale di urbanistica orizzontale», per non parlare della discesa in campo «non vi dico cosa non è successo ma in due mesi ero presidente del Consiglio». E poi la fiducia in se stessi e il circondarsi «di amici», «fare regali alle segretarie» per avere subito gli appuntamenti necessari e soprattutto non negare mai un complimento. Consiglio, racconta, dato anche al personale di Publitalia, un po' scettico al punto da metterlo alla prova ad una convention a Firenze, «pieno di fiorentini presidente, sarà dura». Invece, racconta ancora il Cavaliere, sembrava semplicissimo, «all'inizio arrivavano signore eleganti, alcune con figli, facile complimentarsi per la bellezza o la simpatia del figlio», poi in effetti «la situazione degradava, sugli ultimi facevo fatica», soprattutto «sull'ultimo» e il premier imita una camminata da disabile. E così al saluto «gli ho detto: che bella stretta energica!». Perché un complimento «deve essere sincero».

Qualche accenno di risata, ma nel cortile di Palazzo Chigi si respira imbarazzo. Parte la premiazione. E qui Berlusconi «cambia ruolo», vira sul look maker: al premiatore, ai ragazzi, rimprovera giacche sbottonate, abbinamenti sbagliati («mai scarpe marroni e abito blu«), le barbe («sembra nascondano malformazioni«); ad un giovane, suo malgrado, una calvizie precoce «a te dò il numero del mio medico così avrai capelli adeguati alla tua età..». Poi, da protocollo di premiazione, è intervistatore e cacciatore di teste, e con microfono alla mano chiede ai giovani cosa fanno, quale laurea, quali progetti. Ribadisce l'importanza dell'ambizione, «se inizi così vai poco lontano», suggerisce che nell'immobiliare «non si fallisce mai, a meno che non si costruisca quando non necessario».

Parla, essendo in tema, dell'Università della libertà dove intende invitare leader europei per dare lezioni. Alla McDonald's fa notare che ora i loro negozi «sono pieni di quadri, e i musei di panini», perché «i direttori oggi devono essere anche imprenditori ed aprire i musei alle attività delle imprese». Ritorna sull'importanza dell'ironia per sfornare ancora barzellette e aneddoti: sul dentista, «i denti gialli? La cura è una cravatta marrone», sui rettori, «alla moglie dice sono magnifico, è il mio lavoro». Rispolvera per due volte Margaret Thatcher, per l'ambizione, «diceva che il luogo più alto dell'Everest è una piazza dove c'è posto per tanti» e contro i giornali nemici, «leggeva solo quelli con articoli a suo favore, quando ho detto a Bonaiuti di usare quel metodo non l'ho visto per due mesi».

Finale con la foto di gruppo, accanto a Meloni e circondato dai giovani. Ammonisce: «Non fate le corna eh?». Perché, se non lo sapessero, lui al vertice in Spagna non le ha fatte sulla testa del ministro spagnolo, ma rispondeva a quelle di un gruppo di bambini, per dire, col gesto, che le corna no, non si fanno.