28 gennaio 2020
Aggiornato 11:00
Emergenza immigrati

Berlusconi in missione a Tunisi, ma accordo rinviato

Il Premier è anche alla ricerca di un'intesa in sede europea. Domani Maroni di nuovo in Tunisia, a Lampedusa ancora sbarchi

TUNISI - Si risolve con un rinvio la visita di Silvio Berlusconi e Roberto Maroni a Tunisi. Ancora niente accordo tra Italia e Tunisia: nè per quel che riguarda il controllo dell'esodo di migranti, nè per i rimpatri di quanti sono già in Italia. Tutto rinviato a domani, quando si spera che l'annunciato ritorno di Roberto Maroni possa portare alla firma di un'intesa. Toccherà ad una commissione tecnica, formata da rappresentanti dei due ministeri degli Interni, lavorare tra oggi e domani per riuscire a stendere un testo soddisfacente per entrambe le parti, che traduca in termini concreti quella che da palazzo Chigi rivendicano come «una volontà politica verificata» di giungere ad un'intesa.

Berlusconi e Maroni hanno incontrato prima il presidente della Repubblica ad interim, Fouad Mebazaa, poi il primo ministro del governo di transizione, Beji Kaid Essebsi. Con loro il premier è tornato ad offrire la disponibilità al supporto in termini «di mezzi di terra e di mare» per il pattugliamento delle coste. Sul fronte dei rimpatri, invece, non si è andati oltre una generica «disponibilità ad esaminare la questione» da parte del governo tunisino al quale Berlusconi ha offerto la «nostra volontà di farli in modo assolutamente civile». Nel corso delle dichiarazioni alla stampa nessun accenno da parte del premier alle contropartite economiche per la Tunisia, nè la possibilità per i giornalisti presenti di fare domande: l'annunciata conferenza stampa che si sarebbe dovuta tenere all'aeroporto di Tunisi è stata infatti annullata.

Oltre all'accordo con la Tunisia, il premier è anche alla ricerca di un'intesa in sede europea. Al summit italo-francese annunciato per i prossimi giorni, Berlusconi guarda con ottimismo: «Ci sono problemi con il resto dei Paesi d'Europa dove molti immigrati vogliono alla fine recarsi. Anche questo problema sta per essere esaminato: abbiamo la possibilità di risolverlo in modo positivo». Ma l'unica certezza è che «dobbiamo trovare una soluzione», perchè a Lampedusa anche oggi, ha confermato il premier, «sono arrivati altri 800 migranti».