12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Libia in rivolta

Frattini: Mai Italia in missione militare, semmai ok basi

Il Ministro degli Esteri: «Il nostro Paese non vuole avere più nulla a che fare con Gheddafi»

ROMA - L'Italia non prenderà mai parte ad un'eventuale missione militare internazionale in Libia, potendo al massimo dare un appoggio logistico all'operazione, offrendo basi sul proprio territorio. Lo ha precisato il ministro degli Esteri Franco Frattini.
«Escludo categoricamente - ha detto il titolare della Farnesina in una una intervista ad Avvenire - che l'Italia possa partecipare ad un'azione militare in Libia, per ovvi motivi legati al nostro passato coloniale. Al massimo, potremmo dare la disponibilità logistica delle nostre basi, ma anche in questo caso occorre un chiaro mandato internazionale dell'Onu. E, comunque, qualsiasi tipo d'azione deve tener presente il delicato contesto politico e culturale del mondo arabo».

Ben diverso l'impegno umanitario dell'Italia in Libia già deliberato dal Governo e prossimo alla realizzazione. 'Abbiamo deciso - ha dettagliato il ministro- due importanti missioni umanitarie. La prima, su richiesta dell'Egitto e della Tunisia, prevede l'aiuto a circa 60mila egiziani che lavoravano in Libia ed ora sono fuggiti in Tunisia. Ci è stato chiesto di assisterli e di fare in modo che possano rientrare in patria sani e salvi. La seconda missione umanitaria si dirigerà in Cirenaica portando cibo e medicinali a una popolazione stremata».

Frattini, infine, ancora una volta ha negato ogni possibilità di «imbarazzo» del Governo italiano sulla questione libica, per lo stretto legame fra il Premier Berlusconi e Gheddafi. «E' lo stesso imbarazzo che dovrebbero provare tanti leader del mondo. Dai britannici che hanno riconsegnato a Tripoli il terrorista della strage di Lockerbie, al presidente francese che ha ospitato Gheddafi per cinque giorni a Parigi, a tutti coloro che avevano votato a favore della Libia come membro della Commissione Onu per i diritti umani. Quel che conta è che oggi l'Italia, come la stragrande maggioranza degli Stati del mondo - ha affermato Frattini - non vuole più avere niente a che fare con Gheddafi».