30 agosto 2025
Aggiornato 19:00
Libia nel caos

Frattini: La rivolta non è figlia del fondamentalismo

Il Ministro degli Esteri: «Ma l'opposizione è magmatica, non è emersa una leadership»

ROMA - «Sarebbe sbagliato dire che l'azione contro il governo di Tripoli è nata con motivazioni radicali islamiste». Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini nella sua informativa in Aula al Senato sulla crisi libica. Secondo Frattini la rivolta anti-Gheddafi è nata, piuttosto, «dalla volontà, dalla richiesta forte, non di pane perché la Libia non è un Paese povero, quanto di diritti, di libertà, di cambiamento».

Ora il problema è però la prospettiva di un'alternativa politica al regime guidato dal Colonnello. «Abbiamo davanti un'opposizione libica magmatica - ha osservato Frattini - la storia della Libia, per chi la conosce, insegna di divisioni storiche tra gruppi tribali. Alcuni di questi gruppi tribali hanno già agito contro il regime di Tripoli, hanno già dichiarato di voler sostenere le azioni di coloro che sono nelle strade, che chiedono libertà, che chiedono diritti, che chiedono un cambiamento».
Finora, però, ha fatto notare il capo della diplomazia italiana «non abbiamo visto emergere, come è pure emersa in alcuni dei Paesi attraversati dal vento di libertà nel Mediterraneo del sud, una leadership coesa dell'opposizione. È un elemento su cui dobbiamo riflettere - ha proseguito Frattini - considerando che nella Cirenaica esistono gruppi che sono certamente ispirati da motivazioni radicali islamiste».

Nel suo intervento nell'aula di palazzo Madama, Frattini ha d'altronde insistito sulla «significativa moltiplicazione delle defezioni da un governo che appariva solo fino a qualche giorno fa straordinariamente unito e coeso al suo interno, tanto da sollecitare e da rappresentare nella stessa Unione europea fino a 20 giorni fa la volontà di definire molto presto il negoziato per un accordo quadro tra Libia e Unione europea».
Il titolare della Farnesina ha citato «le dimissioni del ministro della giustizia, del ministro della sicurezza di Bengasi (che si troverebbe ora a Bengasi); abbiamo visto la defezione del vice capo delle Forze armate libiche, di molti diplomatici in giro per il mondo». «L'esercito in Libia - ha d'altronde rimarcato Frattini - non ha la struttura dell'esercito egiziano».