Frattini: «Cooperazione bipartisan per interesse nazionale»
Il Ministro degli Esteri: «Servono consultazioni costanti fra Governo e Parlamento»
ROMA - Di fronte all'emergenza libica, «la maggioranza e tutte le forze di opposizione» dovranno «consultarsi reciprocamente, lavorare insieme» per «tutelare l'interesse nazionale». Lo ha ribadito nel suo intervento in Aula al Senato il ministro degli Esteri Franco Frattini, aggiungendo che a tal fine sarà necessario un «lavoro forte del governo con il Parlamento».
CONSULTAZIONI GOVERNO - PARLAMENTO- «Dovremo affrontare nelle prossime settimane una questione complessa che riguarderà certamente la dimensione umana, quella migratoria in particolare; la dimensione della collaborazione economica, che riguarda migliaia e migliaia di famiglie italiane dipendenti da imprese che hanno investito nei rapporti economici con la Libia; una questione energetica - ha fatto notare Frattini - Il tutto richiederà una seria valutazione dell'interesse nazionale italiano per dare una risposta a questa drammatica crisi in cui ci stiamo incamminando».
In quest'ottica, il ministro degli Esteri ha accolto positivamente la disponibilità delle commissioni Esteri e Diritti umani della Camera di riunire in permanenza l'Ufficio di presidenza per uno scambio di consultazioni con il governo sull'evoluzione della crisi in Libia. «Il governo dell'Italia non da oggi, ma almeno dall'inizio degli anni Novanta cominciò a lavorare per la progressiva normalizzazione» dei rapporti con la Libia, ha ricordato Frattini. Al risultato finale del Trattato bilaterale di amicizia, partenariato e cooperazione (firmato da Berlusconi e Gheddafi il 30 agosto 2008 e poi approvato l'anno successivo dal parlamento, ndr) hanno contribuito «governi di diverso colore politico - ha proseguito il ministro - con primi ministri e ministro degli Esteri di altrettanto diverso colore politico».
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