30 agosto 2025
Aggiornato 19:00
Caos in Libia

Berlusconi: temo derive fondamentaliste

«C'è attenzione che non ci siano violenze ingiustificate, ma il desiderio di democrazia è un bene». In Italia i padri costituenti hanno legato le mani al premier

ROMA - «Per tutta la notte siamo stati in contatto con altri leader europei e americani perchè c'è questa situazione in Libia e negli altri Paesi che sta evolvendo, e non vorremmo in una direzione pericolosa con il fondamentalismo islamico che prevale. Per questo dobbiamo dire che è fondamentale il no alle violenze» e capire «ciò che succederà quando saranno cambiati quei regimi, con i quali tutti noi dell'Occidente abbiamo trattato» e che sono «importanti per noi perché sono fornitori di energia». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, parlando agli Stati generali di Roma.

CON PIACERE VEDIAMO CHE IL VENTO DELLA DEMOCRAZIA HA SVEGLIATO MOLTI GIOVANI - «Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia è soffiato e ha svegliato tanti giovani che vogliono entrare nella modernità e sono armati del loro coraggio e di internet e hanno dato il via ai sommovimenti», ha detto Berlusconi.
«C'è attenzione - ha aggiunto - affinché non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano derive antioccidentali del fondamentalismo islamico».

I PADRI COSTITUENTI HANNO LEGATO LE MANI AL PREMIER - Il governo ha le mani legate sui decreti legge: serve sempre la firma del capo dello Stato. Non è nella disponibilità del governo quella di fare i decreti - ha detto Berlusconi - ci vuole sempre la firma del capo dello Stato».

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON HA ALCUN POTERE - «Quando leggo editorialisti che ci rimproverano di non aver fatto riforme, mi viene voglia di raccontare perchè non si fanno le riforme. Il nostro governo è dentro un assetto istituzionale determinato dai padri costituenti che dopo il Ventennio spartirono il potere tra il Presidente della Repubblica, il Parlamento e la Corte Costituzionale: al governo rimane soltanto il nome e la figura, l'immagine del potere, vi assicuro che chi occupa la presidenza del Consiglio di potere non ne ha alcuno». Ha aggiunto il premier.

QUANDO ERO IMPRENDITORE POTEVO LICENZIARE, MA NON L’HO MAI FATTO - «Io ero un imprenditore che aveva i mezzi di comunicazione, ero guardato con attenzione da molti esponenti della politica, potevo assumere e licenziare, anche se non ho mai licenziato nessuno ma era nelle mie prerogative».

L’ITER PARLAMENTARE TRASFORMA I PROVVEDIMENTI DA PURO SANGUE AD IPPOPOTAMI - Il governo non ha poteri molto forti sui provvedimenti legislativi perché vengono licenziati «da destrieri puro sangue» dal Consiglio dei ministri e dopo il passaggio in Parlamento diventano «ippopotamo», si è lamentato il presidente del Consiglio.
«Quello che il governo pensava fosse un destriero puro sangue quando esce dal Parlamento è un ippopotamo», ha affermato Berlusconi lasciando intendere che l'iter alle Camere gonfia i provvedimenti e li trasforma rispetto a quelli approvati dal governo.

A PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA ABBIAMO UNA BELLA «TUSA» - «Ecco la nostra, la mia presidentessa di Confindustria. E' quella che noi a Milano chiamiamo bella tusa...». Così Silvio Berlusconi ha salutato Emma Marcegaglia, leader di Confindustria.

IL FEDERALISMO FISCALE SPERO CHE CONTRASTI L’EVASIONE FISCALE - Spero che il federalismo sia la via per ridurre il debito pubblico che i governi precedenti hanno moltiplicato per otto dal 1980 al 1992. E spero sia anche uno strumento per la lotta all'evasione fiscale che nel nostro Paese è di 120 miliardi di euro, mentre in Francia è addirittura sotto i 20 miliardi», ha auspicato.

OPPOSIZIONE SORDA AD OGNI COLLABORAZIONE - «Il mio sogno più grande e di poter disporre di un'opposizione socialdemocratica» ha detto il premier sostenendo che l'attuale opposizione è invece «sorda» e non ha alcuna volontà di «collaborare».

CI BATTEREMO PER LE OLIMPIADI A ROMA - «Assicuro il massimo impegno del governo per la candidatura di Roma ai giochi olimpici del 2020, la prima presentata a livello mondiale e che deve essere acceleratore dello sviluppo di Roma capitale per valorizzare l'immagine della città e del Paese, dando un forte contributo alla crescita della nostra economia». Ha assicurato Berlusconi.
«In noi, soprattutto in noi giovanissimi - ha detto sorridendo il premier - è ancora vivo il ricordo delle Olimpiadi del 1960, che segnarono l'inizio del boom economico. Vogliamo che questa candidatura rappresenti simbolicamente l'avvio di una stagione nuova di sviluppo per il nostro Paese».

L’ITALIA E’ AL RIPARO DALLA CRISI MONDIALE - «L'Italia è al riparo dalla crisi economica mondiale, abbiamo fatto meglio di altri Paesi d'Europa perche abbiamo capito prima e meglio di altri la contingenza e abbiamo agito di conseguenza senza promettere miracoli». Ha precisato il premier.
Ora è arrivato il momento di «dare ai lavoratori la possibilità di sostenere la crescita dell'economia in accordo con le forze sociali con le quali stiamo collaborando per una riforma del sistema fiscale, che è da semplificare e da approvare in Parlamento e dalla Corte costituzionale per un nuovo codice di norme fiscali», ha infine aggiunto.

VENDOLA: UNO SCANDALO LA TELEFONATA DI BERLUSCONI A GHEDDAFI - «La telefonata di Berlusconi a Gheddafi è uno scandalo. E' un governo scandaloso sul piano del rispetto dei diritti umani e della cultura democratica»: è l'opinione di Nichi Vendola, leader di SeL, espressa oggi a Bari a margine di un incontro con la stampa sui temi del Piano del lavoro della Regione Puglia.

SPERO CHE L’ITALIA NON SMARRISCA IL SENSO DELLA CIVILTA’ - Vendola ha stigmatizzato l'incapacità dell'Italia «di dire una parola di fronte a un popolo che lotta per la libertà e di indicare in Gheddafi un criminale e un tiranno. Uno che fa bombardare le piazze libiche non è più un interlocutore del mondo civile».
«Spero - ha aggiunto il governatore della Puglia - che l'Italia non smarrisca del tutto il senso della civiltà».

DONADI (IDV): FRATTINI USA GLI IMMIGRATI PER NASCONDERE GLI ERRORI DEL GOVERNO - «Frattini ha evocato lo spauracchio dell'immigrazione per nascondere l'incapacità e gli errori del governo. Un espediente per mascherare l'incompetenza e il colpevole ritardo con cui l'Italia ha condannato il massacro dei civili in Libia». Lo afferma in una nota il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.

BERLUSCONI HA DATO SOLDI E ARMI A GHEDDAFI - «La verità - aggiunge - è che Berlusconi ha commesso errori clamorosi in politica internazionale, in particolare per quanto concerne i rapporti con la Libia, cui ha concesso soldi, armi e supporto politico. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: l'Italia conta sempre di meno nel Mediterraneo e in Europa. La perdita di peso e di prestigio internazionale è un handicap politico molto grave, addebitabile alla politica estera di questo governo, diventata caricaturale come il premier».