La Farnesina appronta piano speciale per i rientri
Ma lo spazio aereo sopra Tripoli è chiuso. Intanto in Libia è vera e propria guerra civile, si rincorrono voci sulla fuga di Gheddafi
ROMA - Dovrebbe partire stamattina per Tripoli un primo volo speciale Alitalia, concordato con la Farnesina, che si affiancherà ai voli di linea previsti. Il ministero sta attivando un piano di rimpatri degli italiani in Tripolitania, per consentire in tempi quanto più rapidi il rientro dei connazionali che stanno confluendo gradualmente all'aeroporto della capitale libica.
Ma lo spazio aereo al di sopra di Tripoli è stato chiuso dalle autorità libiche fino a nuovo ordine: lo hanno reso noto fonti delle forze armate austriache, che avevano inviato nella capitale libica un apparecchio militare per lo sgombero dei propri cittadini e di altri cittadini europei.
Intanto in Libia è vera e propria guerra civile, si rincorrono voci sulla fuga di Gheddafi. A Tripoli ieri l'aviazione militare libica avrebbe bombardato un gruppo di manifestanti anti-governativi che si dirigevano verso una base dell'esercito. Intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto sapere che «segue con estrema attenzione e preoccupazione l'evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza».
«L'Unione Europea e la Comunità internazionale dovranno compiere ogni sforzo - ha aggiunto il premier - per impedire che la crisi libica degeneri in una guerra civile dalle conseguenze difficilmente prevedibili».
Al Jazeera ha riferito che nella sola Tripoli ieri i morti sono stati oltre 60 e che l'edificio del governo, e altri palazzi del potere sono stati dati alle fiamme. E, secondo alcuni testimoni, nel porto della città sono comparse alcune navi da guerra.
Alcune compagnie petrolifere stanno richiamando il proprio personale. Anche Eni sta rimpatriando i dipendenti non «strettamente operativi» e tutti i familiari dei dipendenti. La società ha precisato tuttavia che «non ravvisa alcun problema agli impianti e alle strutture operative». British Petroleum è pronta a sgomberare entro 48 ore parte dei lavoratori.
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