31 agosto 2025
Aggiornato 00:00
Berlusconi parla solo di maggioranza ed economia: «Il caso Ruby non mi preoccupa»

«Io e Bossi determinati ad andare avanti»

Il premier presenta la moratoria per le pmi e rilancia l'azione di governo per lo sviluppo. Tremonti: ora possiamo pensare allo sviluppo. Siglato l'accordo governo-banche sulla mor

ROMA - Non sono affatto preoccupato». É quanto afferma il premier, Silvio Berlusconi, limitandosi a queste parole per commentare il caso Ruby.
Non risponde a domande fuori tema, il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Sollecita domande sull'economia, e quando un cronista - senza microfono - gli chiede se stia pensando al voto, il Cavaliere si limita a dire: «No, no, vi sembra che altrimenti stiamo così a preoccuparci di economia...».

BOSSI MI HA RIBADITO AL SUA ASSOLUTA VICINANZA - L'asse tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi tiene, «siamo quanto mai coesi» e «determinati ad andare avanti vino al termine della legislatura», ha ribadito il premier.
Il presidente del Consiglio fa riferimento all'incontro di ieri con i vertici della Lega: «Ieri sera l'onorevole Umberto Bossi è venuto a trovarmi con i capigruppo di Camera e Senato, il ministro Calderoli e la vice presidente Rosi Mauro. Ha passato tutta la sera da me, e mi ha ribadito la sua assoluta vicinanza e la sua volontà di continuare con questo governo. Abbiamo fatto il punto sui nostri programmi futuri, siamo quanto mai coesi e decisi a continuare la legislatura fino al suo termine naturale».

LA GIUSTIZIA HA TEMPI INVEROSIMILI - Silvio Berlusconi torna a lamentare la lunghezza dei tempi della giustizia in Italia. «La giustizia civile - dice - ha dei tempi inverosimili. Basti pensare che ci vogliono 8 anni per un fallimento, dai 5 ai 7 anni per recuperare un credito, e che le cause di lavoro hanno una media di 6 anni. Sono dei tempi inaccettabili».

A CAUSA DEL PASSATO CRESCIAMO POCO - La causa della crescita dell'Italia, inferiore a quella dei Paesi concorrenti, è da ricercare nelle «eredità del passato»: debito pubblico, gap infrastrutturale, costo dell'energia, lentezza «inaccettabile» della giustizia, burocrazia «pletorica e inefficiente». Il premier Silvio Berlusconi replica così agli articoli «di validi opinionisti che lamentano che l'Italia è cresciuta dell'1,1%, facendo il paragone con la Francia che è cresciuta dell'1,5%».

LE COLPE DEGLI ECOLOGISTI DI SINISTRA - «Vorrei ricordare a tutti - ha continuato Berlusconi - che abbiamo una situazione ereditata dal passato con il debito pubblico più elevato del mondo», che «ci costa 5 punti di Pil ogni anno» per gli interessi passivi, «facendo mancare i soldi per le infrastrutture». A questo si aggiungono «gli ecologisti di sinistra» e così «l'Italia ha il 50% per meno delle infrastrutture dei suoi concorrenti». Una situazione che «non si risolve con la bacchetta magica». E poi c'è il costo dell'energia, «il 30-50% in più rispetto ad altri Paesi» come la Francia: «Dobbiamo tornare al nucleare, abbiamo fatti accordi importanti ma è un discorso lungo»:

I PRIVILEGI DEGLI IMPIEGATI PUBBLICI - Tra le cause della scarsa crescita, Berlusconi elenca anche «i tempi inverosimili e inaccettabili della giustizia penale e civile», e una Pubblica Amministrazione «pletorica e inefficiente: stiamo intervenendo anche su questo con l'ottimo Brunetta, ma ci scontriamo con i sindacati che vogliono mantenere tutti i privilegi degli impiegati pubblici».

UN SISTEMA CHE IMPEDISCE DI LAVORARE - Tutti elementi che «devono essere considerati quando paragoniamo l'Italia ad altri Paesi». Cui si aggiunge «la sofferenza che prova un imprenditore come me, abituato a svegliarsi la mattina e a prendere decisioni, nel lavorare in un sistema che visto da dentro è molto peggiore di quello che appare da fuori».

TREMONTI: ORA POSSIAMO PENSARE ALLO SVILUPPO - Il governo fino ad ora ha tenuto in ordine i conti pubblici e adesso finalmente può aprirsi una fase nuova orientata alla crescita e allo sviluppo. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Adesso si apre una fase di diversa attività, dobbiamo continuare a tenere i conti pubblici ma adesso possiamo guardare al lato dello sviluppo economico. Lo possiamo fare in Europa quando presenteremo il piano ad aprile che dovrà essere un piano con i numeri».

L’ACCORDO CON LE BANCHE PER LE PMI - Banche, imprese e governo hanno firmato l'accordo sulla proroga della moratoria per il credito alle piccole e medie imprese. L'intesa con l'esecutivo «prevede - ha spiegato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel corso di una conferenza stampa - una proroga di sei mesi della moratoria già in corso dal 3 agosto del 2009». L'intesa è stata siglata a palazzo Chigi da Confindustria, Abi, Rete imprese Italia.

REGUZZONI (LEGA): SULLA GIUSTIZIA SEGUIREMO BERLUSCONI - Sull'ipotesi di sollevare conflitto di attribuzione per la competenza sull'inchiesta del caso Ruby «Berlusconi farà le scelte che riterrà più opportune». «Noi decideremo, come l'altra volta ha fatto il Parlamento, in assoluta sintonia». Lo afferma il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, rispondendo ai giornalisti su un eventuale ricorso alla Corte costituzionale.

AVVENIRE: E’ STATO SUSCITATO UNO SCANDALO NELL’OPINIONE PUBBLICA - «Incombe un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. E l'interesse generale impone che si faccia tutto il necessario per sciogliere il nodo con rigorosa e assoluta tempestività»: così Avvenire, in un corsivo di prima pagina a firma del direttore Marco Tarquinio, a commento del rinvio a giudizio del premier Silvio Berlusconi.

TUTTI DEVONO RISPETTARE LE REGOLE - Il giornale dei vescovi afferma che «non saranno così ancora fugate le ombre che si sono addensate» e «non saranno neanche cancellati il profondo e amaro disagio e le contrapposte e anche esacerbate indignazioni che i fatti evocati e lo scandalo che ne è scaturito hanno suscitato in quella che si usa definire l«opinione pubblica', ma almeno ci sarà il binario sul quale far correre questa pesante vicenda verso la sua conclusione. Secondo le regole che tutti devono rispettare». Nell'editoriale intitolato 'Il conflitto c'è, ma anche le regole', Avvenire precisa, peraltro, che «non è ancora chiaro se giusto sia anche il luogo in cui il tavolo è posto».

CI SONO VALORI MORALE CHE ACCUMUNANO CATTOLICI E LAICI - In risposta ad alcune lettere dei lettori sul caso Ruby, poi, il direttore di Avvenire scrive: «Ci sono valori morali che impegnano e accomunano laici e cattolici. Lo stiamo riscoprendo, spero che sia una riscoperta duratura».