20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Sentenza Cuffaro

Giovanardi: in Italia si va in galera anche con un mare dubbi

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: «A differenza di Casini e Follini a me la Sentenza lascia allibito»

ROMA - «Ma è possibile che in questo paese si possa finire in carcere quando risultano agli atti un mare di dubbi?» Lo domanda il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, esprimendo «sconcerto e preoccupazione, diversamente da Follini e Casini» per la condanna definitiva della Cassazione nei confronti dell'ex Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro.

«SENTENZA DUBBIA» - «Secondo il nostro codice - ricorda Giovanardi - un giudice può emettere sentenza di condanna quando ritenga la colpevolezza dell'imputato oltre ogni ragionevole dubbio. In questo caso addirittura era stato il procuratore generale presso la Cassazione, cioè la pubblica accusa a chiedere una revisione della sentenza di appello perché non esiste prova alcuna di favoreggiamento alla mafia, come d'altronde aveva già riconosciuto la sentenza di primo grado. C'è da rimanere allibiti davanti ad un sistema nel quale nel nome del popolo italiano si escludono determinati addebiti e, a nome dello stesso popolo, vengono riconosciuti in appello, e confermati poi in Cassazione quando sia la difesa che l'accusa li avevano ritenuti insussistenti».