17 agosto 2019
Aggiornato 17:00
Ebraismo

Rabbino Di Segni: dalla Chiesa «provocazioni e incidenti»

«Su Pio XII non è ostinazione, la nostra insofferenza mai sopita»

ROMA - «Ogni anno, guardandosi indietro, si raccolgono i cocci di incidenti e provocazioni, che negli ultimi mesi non sono state poche»: così il rabbino capo della comunità ebraica di Roma a proposito della odierna giornata del dialogo ebraico-cristiano.
«Oggi, 17 Gennaio, i cattolici italiani celebrano la Giornata dedicata al dialogo ebraico cristiano - scrive Di Segni sul notiziario quotidiano delle comunità ebraiche italiane - che si svolge da qualche anno secondo un programma definito che prevede in varie città delle riflessioni a due voci su uno dei dieci comandamenti. Non è un dialogo semplice e persino una riflessione a confronto su un testo biblico può essere messa a rischio, come è avvenuto in passato. In realtà il dialogo è una situazione in perenne difficoltà, con gli ottimisti e i pessimisti, i costruttori e i disfattisti».

«PROVOCAZIONI» - «Ogni anno - afferma il rabbino capo di Roma - guardandosi indietro, si raccolgono i cocci di incidenti e provocazioni, che negli ultimi mesi non sono state poche. Come quando - prosegue Di Segni, in risposta a un mai citato Vittorio Messori, in riferimento alla nota polemica sul ruolo di Pio XII di fronte alla shoah - poco tempo fa si denunciava, un po' minacciosamente, che 'tra il popolo delle parrocchie ma anche nella Gerarchia cresce l'insofferenza per l'ostinazione con cui alcuni settori del mondo ebraico alimentano la leggenda nera su Pacelli'. Il dialogo è forse anche questo, riuscire a far capire che dall'altra parte c'è qualcuno che continua a ragionare con la propria testa, anche se l'ostinazione con cui lo fa può far 'crescere' una 'insofferenza' che in realtà non si è mai sopita».