23 agosto 2019
Aggiornato 04:00
La visita del Pontefice

Il Papa in Sinagoga, applausi e confronto su Pio XII

Sulle orme di Wojtyla. Rassicura su Concilio. Pacifici commosso su Shoah

ROMA - Schiettezza e cordialità hanno caratterizzato l'attesa visita del Papa alla sinagoga di Roma. Nessuno dei protagonisti ha rinunciato ad affrontare il 'nodo' di Pio XII, il Pontefice della seconda guerra mondiale che Ratzinger vuole beatificare e che gli ebrei criticano per non aver denunciato apertamente la Shoah. Ma, accolto da applausi, Benedetto XVI ha lasciato il 'ghetto', due ore dopo, tra sorrisi e strette di mano.

Nelle settimane scorse la comunità ebraica si è divisa su Papa Pacelli. Il rabbino Laras ha deciso di disertare la cerimonia, così un superstite dei lager. Ieri a rompere il ghiaccio ci ha pensato, con la consueta franchezza, il presidente degli ebrei romani Riccardo Pacifici. Si commuove quando ricorda i suoi parenti morti nei lager, così come il riparo dato dai conventi di suore. Ma su Pacelli va giù duro. «Il silenzio di Pio XII di fronte alla Shoah, duole ancora come un atto mancato», scandisce. Gli fa eco il rabbino Di Segni, che non cita mai Pacelli, ma afferma che il «silenzio» dell'uomo «ci interroga, ci sfida e non sfugge al giudizio».

Il Papa tedesco ascolta. Si alza in piedi ad applaudire, con gli altri, i superstiti ai lager presenti. Quando prende la parola definisce la Shoah un «dramma singolare e sconvolgente». Ricorda gli ebrei romani che «vennero strappati» dalle case per essere uccisi «con orrendo strazio» ad Auschwitz. Biasima chi rimase indifferente, ricorda i «molti» cattolici che «reagirono con coraggio». Applausi e battimano dei presenti. Ratzinger, poi, aggiunge: «Anche la Sede Apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta». Di Segni storce la bocca. Sul punto non c'è possibilità di incontro. Nessuno, però, se lo aspettava.

Il Papa è arrivato puntuale poco prima le 16.30. Accolto da Pacifici e dal presidente degli ebrei italiani Renzo Gattegna, si è soffermato di fronte alle targhe che ricordano due momenti dolorosi per i suoi ospiti, il rastrellamento nazista del 1943 e l'attentato terrorista palestinese del 1982. Qui ha salutato anche l'anziano rabbino Elio Toaff, che accolse Papa Wojtyla nel 1986, e il vicepremier israeliano Silvan Shalom. Poi il rabbino Riccardo Di Segni lo accompagna in sinagoga tra gli applausi di autorità, rabbini, sopravvissuti ai lager.