21 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Mafia

Opposizioni: dopo la sentenza Dell'Utri il Premier va sfiduciato

Di Pietro: «Ora chi considera la lotta al crimine una priorità sia coerente». Fava (SEL): «Le motivazioni della Sentenza non lasciano dubbi»

ROMA - Le opposizioni attaccano il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invocando la sfiducia in Parlamento alla luce della motivazioni della sentenza della Corte d'Appello di Palermo, su Marcello Dell'Utri che, spiegano i giudici, avrebbe fatto da mediatore tra i bosso mafiosi e il premier. Pd, Idv , Verdi, Sel, chiedono perciò a chi considera una priorità la lotta alla mafia, riferimento a Fli e Fini, di essere coerenti in vista del voto di sfiducia alla Camera.

Orlando (PD) - «La sentenza della Corte d'Appello di Palermo, e sottolineo la sentenza, disegna un quadro inquietante dal quale emerge il ruolo di Marcello Dell'Utri - spiega Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd -. È una ragione in più per aprire una stagione politica nuova. Chiediamo coerenza a tutti coloro che hanno indicato nella lotta alla mafia un obiettivo prioritario, cogliendo tutta la gravità della pronuncia dei giudici siciliani».

Antonio Di Pietro dice apertamente che «Berlusconi ora andrebbe sfiduciato, speriamo che si trovino 316 parlamentari». Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli sostiene invece «adesso sia a Dell'Utri che a Berlusconi non resta che dimettersi dai loro incarichi pubblici. Siamo dinanzi alla prova provata dei rapporti tra mafia e politica. Come fanno la Lega Nord ed il ministro Maroni a restare ancora il governo?».

Per il coordinatore di Sinistra Ecologia Libertà Claudio Fava «le anticipazioni delle motivazioni della sentenza di condanna in appello del senatore PdL Dell'Utri non lasciano dubbi. In un Paese come l'Italia non è degno e non può esserci un capo del governo che ha nel suo curriculum queste vicende. Siamo ben al di là della soglia di tolleranza democratica. Il Parlamento con un atto di dignità renda giustizia agli italiani al più presto».