Berlusconi ricuce con la Marcegaglia: pensiamo alle riforme
Dopo lo strappo per il «Giornale», chiarimento tra i due. Il Premier: «Ovvio che mi ricandido con il voto anticipato»
ROMA - Solo un accenno alla vicenda del Giornale e di Panorama, per ribadire che con la linea editoriale lui non c'entra e che anzi, come ribadito più volte, i giornali d'area gli fanno più danni che altro. Poi Silvio Berlusconi è passato a discutere con Emma Marcegaglia dei prossimi appuntamenti, in primis il tavolo avviato con le parti sociali sulla riforma del fisco.
Perchè l'obiettivo dell'incontro - chiesto dallo stesso premier, dicono dalle parti di Confindustria - era quello di ricucire con la presidente degli industriali, dopo il gelo calato a seguito degli attacchi di Giornale e Panorama, per concentrarsi su quelle priorità condivise anche oggi con Marcegaglia, sud e occupazione prima di tutto. Obiettivo che da palazzo Chigi considerano raggiunto: «L'incontro è andato bene», assicurano.
Clima migliorato - Anche se al presidente del Consiglio Marcegaglia si è limitata a ribadire la linea già esposta a Prato la settimana scorsa: massimo autonomia di movimento, a tutela delle imprese italiane e dunque del Paese e dei lavoratori. Insomma, l'associazione degli industriali non rinuncia affatto a 'pungolare' il governo.
Ma che il clima stia migliorando, lo testimonia anche la dichiarazione di oggi di Raffaele Fitto che plaude all'iniziativa della Marcegaglia sul piano per il Sud, in cui il ministro per gli Affari regionali riconosce che «i settori di prevalente interesse di Confindustria appaiono pienamente condivisibili e su questi, insieme ad altre poche priorità, sarà concentrato il Piano».
«Se si andrà al voto, è ovvio mi ricandiderò». Lo dice alla Frankfurter Allgemeine Zeitung il premier Silvio Berlusconi, in un'intervista che sarà pubblicata sull'edizione di domani. Ma il Cavaliere - si legge - parte dal presupposto che i finiani continuino a garantire i loro voti. «Posso solo immaginarmi - sottolinea - che Fini continui a sostenere il nostro governo».
«L'Italia - dice ancora Berlusconi - resta un paese con una guida politica stabile e con un esecutivo forte che si basa su un'ampia maggioranza».
Fedeltà dei finiani - In realtà per ora Berlusconi continua a spargere ottimismo sulla fedeltà dei finiani. E questo, sia nell'intervista al quotidiano tedesco che nelle conversazioni private. «Abbiamo il dovere di andare avanti, non possiamo essere noi a staccare la spina perché la gente non capirebbe» avrebbe detto il Cavaliere ai suoi interlocutori, salvo aggiungere: «Ma dobbiamo comunque tenere la guardia alta». Anche perché sa bene che c'è un gran fermento di parlamentari che ha come obiettivo principale quello di non interrompere anzitempo la legislatura.
Risollevare i sondaggi - D'altra parte il premier adesso punta a risollevare i sondaggi dando la sensazione che il governo è concentrato sul «fare». Domani in Consiglio dei ministri sarà affrontato il pacchetto sicurezza, poi Berlusconi presiederà una riunione dedicata all'emergenza rifiuti in Campania. Riunione decisa dopo aver accettato di incontrare il sindaco di Terzigno. «Bisogna concentrarsi su questo problema, la situazione è sfuggita di mano», avrebbe detto il premier. Ad altri interlocutori, poi, ha dato rassicurazioni sull'obiettivo della riforma fiscale ma anche sul quoziente familiare.
E poi, ovviamente, c'è la giustizia. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, ricevuto a pranzo, gli ha confermato che la trattativa sulla riforma va avanti mentre in commissione al Senato oggi è stato stoppato un emendamento dell'opposizione che avrebbe impedito la «ripetibilità» del Lodo. Eppure in molti oggi gli sono andati a dire che la situazione nel partito non è stata affatto pacificata, che il rischio di frana verso Fli resta, che insomma poco è cambiato dopo la riunione dell'Ufficio di presidenza di ieri che pure ha approvato all'unanimità la bozza presentata dal triumvirato che modifica i criteri di nomina dei coordinatori regionali, provinciali e comunali. A palazzo Grazioli si è infatti presentata una delegazione abruzzese e anche in Toscana ormai non si fa più niente per nascondere i problemi, se il deputato Alessio Bonciani parla apertamente di «tentativo di restaurazione riuscito» da parte di Verdini che «batte il Pdl 10 a 0». Durante l'ufficio di presidenza il Cavaliere aveva invitato i dirigenti a non dare l'immagine di un partito lacerato. Posizione che era già stata assimilata se è vero che prima del vertice, incontrando un gruppo di parlamentari 'in sofferenza', i ministri Frattini e Gelmini avevano invitato a «mantenere la calma» e ad avere «senso di responsabilità». Ma la base resta in fermento. «Se vi siete già spartiti i coordinatori - ha protestato un berlusconiano della prima ora - almeno diteci chi sono».
- 10/12/2016 Berlusconi sul libro di Friedman: «Non lo leggete, è un imbroglio»
- 29/09/2016 Silvio Berlusconi: tutto ciò che la sinistra voleva essere, e tutto ciò che la destra temeva di diventare
- 01/07/2016 La longa manus di Deutsche Bank sulla caduta del governo Berlusconi
- 28/10/2014 S&P e Fitch hanno complottato contro Berlusconi