27 maggio 2024
Aggiornato 01:30
Istituzioni

Napolitano: i Padri costituenti esclusero ipotesi presidenzialista

Rispetto per i limiti. «Nessun condizionamento da logiche di parte. Le mie prerogative non possono subire incrinature»

PARIGI - Il presidente della Repubblica è il garante dell'unità nazionale ed esercita il suo ruolo con «equilibrio» e «imparzialità». Giorgio Napolitano parla davanti alla platea dell'Ecole normale superieure di Parigi e inserisce nel suo discorso un passaggio tutto dedicato alle prerogative del capo dello Stato che le esercita «senza subirne incrinature ma rispettandone i limiti». Il presidente, insiste Napolitano, secondo il dettato costituzionale è chiamato «a intrattenere col paese un rapporto non condizionato da alcuna appartenenza politica e logica di parte».

PRESIDENZIALISMO - Napolitano ricorda nel dettaglio il percorso che ha portato i padri costituenti a definire le prerogative del capo dello Stato per il quale furono prese in considerazione diverse ipotesi «non esclusa l'opzione presidenzialista» ma la conclusione di quel dibattito «fu nettamente favorevole alla definizione di una figura di capo dello Stato eletto dal Parlamento e non direttamente dai cittadini».
In questo modo, sottolinea Napolitano, il presidente della Repubblica «è titolare di rilevanti prerogative e attribuzioni ma non di poteri di governo» e la sua mission fondamentale, come recita la Costituzione, è di rappresentare l'unità nazionale. «Egli - spiega Napolitano - la rappresenta e la garantisce svolgendo un ruolo di equilibrio esercitando con imparzialità le sue prerogative senza subirne incrinature ma rispettandone i limiti e ricorrendo ai mezzi della moral suasion e del richiamo a valori ideali e culturali costitutivi dell'identità e della storia nazionale».