28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Crisi centrodestra

Bersani: il Governo vada a casa

Il Segretario dei democratici convoca il vertice con i capigruppo, in serata l'Assemblea

ROMA - Pier Luigi Bersani è convinto che la crisi della maggioranza non sia recuperabile e perciò ha intenzione domani, durante l'intervento in Aula, di chiedere a Silvio Berlusconi di ammettere il fallimento e andare a casa. Il segretario del Pd, che oggi ha riunito i vertici del partito (Letta, Bindi, Migliavacca) insieme ai capigruppo, Franceschini e Finocchiaro, e in serata ha partecipato ad un'assemblea dei deputati, non ha cambiato parere dopo l'annuncio del voto di fiducia posto dal governo al discorso che Berlusconi pronuncerà domani: «E' un evidente segno di debolezza», è stata la valutazione di Bersani, «uno che si fa un recinto perchè lo fa? perchè ha paura».

In realtà su questa mossa del Cavaliere le interpretazioni che circolavano tra i deputati a Montecitorio sono state le più diverse, c'è chi non crede che il voto di fiducia possa servire solo a ottenere i numeri necessari a dimostrare che il governo è ancora saldo, c'è chi arriva a ipotizzare che si tratti solo di un passo verso il ricorso alle urne. Come che sia, i Democratici sono determinati a mostrare tutte le contraddizioni della maggioranza che, anche dopo il voto di domani, resterà debole e incapace di andare avanti e di fare quelle riforme necessarie al paese. «La nostra posizione dovrà per forza sottolineare la crisi politica del centrodestra, una crisi non rimediabile che può preludere solo a tentativi di aggiustamento poco credibili - ha spiegato Bersani -, il paese non ha il tempo di aspettare, perciò chiederemo al governo di prenderne atto, andarsene, e rimettersi alle decisioni del Presidente della Repubblica».