27 luglio 2021
Aggiornato 01:30
Il voto

Cosentino, no all'uso delle intercettazioni

Nel voto segreto 308 deputati respingono la richiesta dei magistrati. I finiani di Futuro e libertà avevano invece dato parere favorevole

ROMA - L'Aula della Camera ha negato la richiesta all'uso delle intercettazioni del deputato del Pdl Nicola Cosentino, approvando il parere della Giunta delle Autorizzazioni di Montecitorio. I sì sono stati 308, i no 285. I presenti alla votazione, che si è svolta a scrutinio segreto, erano 593.

VOTO SEGRETO - Il Pdl aveva deciso di sostenere il proprio esponente per ribadire il principio dell'inviolabilità delle conversazioni di un parlamentare, che - ha rilevato il deputato Maurizio Paniz - non può essere sottoposto a intercettazioni se non previa richiesta di autorizzazione a procedere. Paniz ha parlato espressamente di violazione della Costituzione da parte dei magistrati che indagano su Cosentino. Di diverso parere i gruppi dell'opposizione e i finiani di Futuro e Libertà che, in un vertice lampo prima dell'inizio della seduta, hanno deciso di sostenere la richiesta dei magistrati. Alcuni deputati di Fli avevano comunque espresso la volontà di votare diversamente dal resto del gruppo e la richiesta di voto segreto avanzata dal partito di Silvio Berlusconi, e accordata dal presidente dell'assemblea Gianfranco Fini, ha certamente favorito questo epilogo. A favore del sottosegretario, secondo i rumors di Montecitorio, avrebbero votato anche alcuni esponenti dell'Udc.

DELLA VEDOVA - «Le accuse a Nicola Consentino sono gravissime - aveva commentato Benedetto Della Vedova, uno degli esponenti di punta di Fli, in un'intervista a Radio 24 -. Il Parlamento ha votato contro la possibilità di arresto perchè questo fa parte delle guarentigie parlamentari ma il voto sull'ammissione delle sue intercettazioni nell'inchiesta che lo vede coinvolto, non ha niente a che vedere con queste garanzie».

BOSSI - Umberto Bossi è ottimista sulla tenuta della maggioranza in vista del passaggio parlamentare di fine settembre con cui Silvio Berlusconi vuole verificare i numeri della sua maggioranza: «So già che ce la facciamo», dice il leader della Lega lasciando l'aula di Montecitorio dopo il voto su Nicola Cosentino. E ai cronisti che gli chiedono se il voto dei finiani per l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni nei confronti del deputato pidiellino sia un brutto segnale per la tenuta della maggioranza, il leader leghista risponde: «Passeremo ugualmente».

CICCHITTO - «Il voto su Cosentino e’ stato un risultato molto significativo, perché il giustizialismo e’ andato incontro ad una chiara sconfitta».
Lo ha affermato il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato: «Si e’ trattato infatti di una scelta innanzitutto sul terreno dei valori, che evidentemente ha anche qualche implicazione politica. A nostro avviso il risultato di questo voto deve indurre ad una seria riflessione i parlamentari del Fli. Dubito fortemente che Fli abbia votato compatto. Sono molto soddisfatto, abbiamo avuto una ventina di voti in più, almeno cinque o sei dissidenti dell’Udc. E c’e’ da considerare che alcuni dei nostri erano assenti».

BERSANI - Pier Luigi Bersani attacca il voto con cui la Camera ha negato l'uso delle intercettazioni a carico di Nicola Cosentino. «Voto inaccettabile e indecoroso - commenta il leader del Pd -. Il centrodestra cerca la sua sopravvivenza difendendo un deputato su cui pesano gravissime accuse».
Bersani punta il dito contro il Carroccio: «La Lega per l'ennesima volta è stata determinante nel sostenere decisioni vergognose dal lato della moralità pubblica. Se ne assumerà la responsabilità davanti all'opinione pubblica», conclude.