Berlusconi alla Camera a fine settembre
Il premier riferirà sulla «situazione politica». Intanto il Pdl si muove contro Fini. Cicchitto ai capigruppo: «Ruolo incompatibile»
ROMA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, interverrà in Aula alla Camera «molto probabilmente nell'ultima settimana di settembre». E' quanto ha riferito il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, al termine della conferenza dei capigruppo a Montecitorio.
Non è ancora chiaro se, al termine dell'intervento del premier, ci sarà un voto. Interpellato in merito il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha detto che non ci sarà una mozione ma probabilmente una risoluzione che riassumerà l'intervento di Berlusconi.
FINI - Cicchitto ha inoltre detto che è stato posto alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio il tema dell'incompatibilità del presidente dell'Assemblea, Gianfranco Fini, in quanto non più considerato dal Pdl «super partes». Immediata la replica di Fini: «Ne prendo atto, non è una questione relativa a compiti e funzioni della conferenza dei capigruppo, per questo non considero necessario dare alcuna risposta in questa sede».
FRANCESCHINI - Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha dato un giudizio positivo sul fatto che ci sia «un passaggio parlamentare» sulla situazione politica del Pdl.
BOCCHINO - Anche Il presidente dei deputati finiani, Italo Bocchino, ha definito «una splendida occasione» l'intervento di Berlusconi a Montecitorio: «Noi potremo dimostrare la nostra coerenza alla maggioranza e il nostro sostegno al governo». Sull'ipotesi che il premier possa chiedere le dimissioni di Fini da presidente della Camera, Bocchino ha aggiunto: «Sarebbe un vulnus gravissimo. E non sarebbe costituzionalmente possibile».
URSO - Intanto in una nota congiunta i finiani Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo economico, e il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli hanno comunicato che non parteciperanno «all'odierna riunione dell'ufficio di presidenza per una ragione di stile, di opportunità e di merito in quanto resta irrisolta la questione politica determinatasi nella riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl del 29 luglio scorso, presa con il nostro voto contrario. Ribadiamo altresì la nostra piena lealtà e fiducia nei confronti del governo e del patto preso con gli elettori».
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