30 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Il caso Fini

Il fratello della Tulliani: nessuna scalata alla Rai, Libero diffama

Smentita al quotidiano diretto da Belpietro: «Fa strumentalizzazione politica». Negati anche i rapporti con il produttore Massimo Ferrero

ROMA - Il fratello di Elisabetta Tulliani, la compagna di Gianfranco Fini, smentisce «categoricamente» la notizia pubblicata oggi da Libero dal titolo «La scalata alla Rai del fratello della Tulliani», a firma del giornalista Franco Bechis, nel quale si fa riferimento al Giancarlo Tulliani e ai suoi rapporti con il produttore Massimo Ferrero.

Si tratta, scrivono gli avvocati Carlo Guglielmo Izzo e Adriano Izzo Trattandosi di «affermazioni false, diffamatorie e lesive della reputazione del signor Tulliani» e ne chiedono la rettifica: «La notizia relativa ai suoi rapporti con il produttore Massimo Ferrero e l'organizzatore di eventi Geppino Afeltra per l'acquisto di una società iscritta nell'albo dei fornitori Rai con lo scopo di regolarizzare contratti con la Tv di Stato non corrisponde assolutamente al vero ed è, evidentemente, il risultato di una strumentalizzazione politica della persona del nostro assistito».

«Tulliani - affermano gli avvocati - non ha mai conosciuto Ferrero, né si è mai occupato, direttamente o indirettamente, di produzioni televisive nell'interesse della Rai. Il nostro assistito non ha mai presieduto, amministrato o avuto partecipazioni in società che hanno lavorato per la Rai. Del tutto destituita di fondamento è la notizia di un suo 'esordio' nella trasmissione televisiva 'Italian fan club music awards', considerato che Tulliani non ha mai ricoperto alcun ruolo nell'ambito di detta trasmissione».

Secondo quanto dichiarano gli avvocati, il fratello di Elisabetta Tulliani, «non si è mai recato al mercato dei diritti cinema e tv di Cannes al fine di comprare e rivendere per terzi, né è mai andato a Torino per concordare acquisti di società o altre operazioni simili. Inoltre la Giaint Entertainment Group e la Giaint Entertainment S.r.l. non hanno mai lavorato con la Rai».

Tulliani, concludono gli avvocati, ritiene «intollerabili le affermazioni e le insinuazioni relative alla sua persona contenute nell'articolo, perché completamente false e diffamatorie» e si riserva di «adire le competenti autorità civili e penali nonché l'Autorità Garante della Privacy per la tutela dei suoi diritti, nonché di chiedere il risarcimento dei danni subiti».

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