13 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Governo

Finiani: mozione Caliendo primo banco di prova maggioranza

Della Vedova: «Vedremo i numeri. A Berlusconi decidere il che fare»

ROMA - I nuovi gruppi parlamentari finiani considerano «la mozione di sfiducia delle opposizioni al sottosegretario Caliendo presentata alla Camera il banco di prova per la maggioranza di Governo». Lo ha spiegato il neodeputato Fli Benedetto Della Vedova, parlando a Sky Tg 24. «Se si andrà al voto, si vedranno i numeri», ha detto Della Vedova senza anticipare come si comporterebbe il nuovo gruppo parlamentare, qualora la mozione venisse messa in votazione a Montecitorio, la prossima settimana o alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre.
Diversi finiani, al momento dell'avviso di garanzia che ha raggiunto il sottosegretario alla Giustizia nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 che lo ha visto ieri per cinque ore sotto interrogatorio dai Pm di Roma, avevano invitato il sottosegretario alle dimissioni - come avvenuto con il ministro Brancher e il sottosegretario Cosentino oggetto anche loro di mozioni di sfiducia delle opposizioni, poi decadute- avvertendo che in caso di votazione parlamentare avrebbero sostenuto la mozione dell'opposizione.

Caliendo, ancora ieri dopo l'interrogatorio in Procura, ha ribadito l'intenzione di restare al Governo. E più volte il ministro Alfano gli ha confermato anche in Parlamento la fiducia dell'esecutivo, compresa la delega a seguire l'iter parlamentare sul ddl intercettazioni. Ora la palla sta a Berlusconi, chiamato a decidere -in assenza di dimissioni di Caliendo- se far votare subito la mozione di sfiducia già la prossima settimana o attendere settembre. Al momento il calendario di aula della Camera si è chiuso con la giornata di ieri. Lunedì alle 18 nello studio di Fini i capigruppo dovranno deliberare se confermare l'inizio subito della pausa estiva o proseguire ancora la prossima settimana per la conversione in legge dei decreti del Governo di prossima scadenza su Tirrenia e trasporto marittimo e sul collegato energia per le rinnovabili e l'agenzia sula sicurezza del nucleare, convertiti da palazzo Madama ma non ancora da Montecitorio.

L'opposizione ha già sottolineato che se si lavorerà sui decreti, si aprirà lo spazio anche per il voto subito sulla sfiducia a Caliendo senza aspettare settembre. Fino a ieri prevaleva fra i gruppi parlamentari che il governo avrebbe ritirato i due decreti, lasciandoli decadere magari rinnovandoli, evitando l'apertura dell'aula in agosto. Ma oggi c'è chi assicura che nella maggioranza e a palazzo Grazioli si sta invece valutando la possibilità di andare subito alla conta con i finiani, chiedendo lunedì la calendarizzazione dei decreti con conseguente inserimento all'odg anche della sfiducia a Caliendo. Che, se approvata dai voti convergenti di opposizioni e finiani, potrebbe sancire la crisi anche parlamentare della maggioranza con conseguente salita di Berlusconi al Quirinale. Saranno le prossime 48 ore ad essere decisive per la scelta di Berlusconi su cosa fare con i decreti e dei finiani su come votare su Caliendo.