In migliaia alla commemorazione della strage di via D'Amelio
Cortei a Palermo 18 anni dopo l'attentato al giudice. Salvatore Borsellino: «Dissipare le tenebre su stragi»
PALERMO - Sono diverse migliaia le persone che questo pomeriggio in via D'Amelio, a Palermo, hanno partecipato alla commemorazione della strage che il 19 luglio 1992 uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta. La manifestazione, promossa dal «Popolo dell'agenda rossa», ha visto l'esibizione di alcuni artisti palermitani che hanno voluto rendere omaggio ciascuno con un proprio pensiero, alla memoria del giudice simbolo della lotta alla mafia. Il fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, ha letto un accorato appello affinché «siano dissipate le tenebre intorno alle stragi del '92».
I CORTEI - Alle 16.58, orario dell'attentato, i manifestanti hanno effettuato un minuto di silenzio. Alle 18 il corteo muoverà da via D'Amelio per raggiungere l'Albero Falcone, altro simbolo della lotta alla mafia. L'elevato afflusso di gente di questo pomeriggio rappresenta un'importante testimonianza di come la cittadinanza palermitana non abbia dimenticato il sacrificio di due eroi antimafia come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
PISANU CONTESTATO - Contestato e fischiato al suo arrivo in via D'Amelio il presidente della Commissione nazionale antimafia Beppe Pisanu: un gruppo di persone che gli hanno gridato: «Fuori la mafia dallo Stato» e «Fuori Dell'Utri dallo Stato». Ma dopo pochi minuti il fratello del giudice, Salvatore Borsellino, ha gridato a voce alta «Silenzio», invitando i contestatori a smetterla e le contestazioni sono terminate.
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