Bersani: ok a D'Alema con cautela
Il leader del PD: «Ora incalziamo la Destra». Franceschini apre, freddi Veltroni e i prodiani. Paletti dalla Bindi
ROMA - Il Pd è pronto a ragionare sul dopo-Berlusconi, ma il segretario Pier Luigi Bersani per ora preferisce evitare di addentrarsi in ragionamenti sulle possibili soluzioni da adottare in caso di crisi, o almeno ritiene prematuro farlo ora in pubblico. Il segretario del Pd, ancora in viaggio negli Stati Uniti, accoglie con una certa cautela l'ipotesi di un 'governo di transizione' evocata oggi da Massimo D'Alema sul Corriere della Sera, pur mostrando di condividere nella sostanza l'analisi.
Bersani sembra ritenere più utile in questa fase non sbilanciarsi sulle soluzioni da mettere in campo per il dopo: certo, il Pd è «pronto» a contribuire al superamento del «berlusconismo», ma le variabili sono tante, è il ragionamento, Berlusconi non ha intenzione di cedere il passo, bisogna vedere se e quando si aprirà la crisi; nel frattempo c'è la concreta possibilità di una nuova manovra ad ottobre... Quello che deve fare l'opposizione è denunciare ogni giorno l'insostenibilità di questa situazione e aspettare gli eventi. Ovviamente, lavorando nel frattempo in Parlamento e nel Paese per gettare le basi di una possibile alternativa.
Insomma, se ai vertici del Pd sono abbastanza unanimemente d'accordo sull'idea di un 'governo di transizione', con le rilevanti eccezioni di Walter Veltroni e dell'entourage prodiano, il segretario sembra mostrare qualche perplessità sulle modalità con cui l'ipotesi è stata lanciata.
I maliziosi, che nel partito non mancano, accreditano anche l'idea di una certa insofferenza del segretario per una iniziativa, quella di D'Alema, che è sembrata voler dare la linea al partito, peraltro proprio mentre Bersani è in viaggio negli Stati Uniti. Qualcuno fa persino notare che l'occhiello scelto dal Corriere per il lancio dell'intervista in prima pagina («Il leader del Pd» riferito a D'Alema) non può aver fatto piacere al legittimo segretario del partito. Ma letture dietrologiche a parte, ovviamente smentite dall'entourage di Bersani, resta il fatto che il segretario ha usato parole molto più caute: «Siamo pronti - ha spiegato - a dare il nostro contributo ad una fase di passaggio, di superamento di questi anni di berlusconismo. Ma oggi il tema è: le forze più responsabili della maggioranza si rendano conto che così non si può andare avanti, non c'è un governo con in mano la situazione».
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