8 aprile 2020
Aggiornato 18:00
Il processo

Dell'Utri: sentenza pilatesca, confido in Cassazione

Il Senatore PdL: «Spazzata via una macchinazione preparata artatamente»

PALERMO - «Si tratta di una sentenza pilatesca, che da un lato ha dato un contentino all'accusa palermitana e dall'altro una grossa soddisfazione all'imputato perché ha escluso, dal 1992 in poi, l'ipotesi assurda e demenziale relativa alla politica e alle stragi. E' stata completamente spazzata via una macchinazione preparata artatamente e questo è un fatto importante». E' quanto ha affermato oggi il senatore Marcello Dell'Utri commentando da Milano la sentenza di condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore ha anche sottolineato di confidare nella Cassazione a cui i suoi difensori hanno già detto di voler fare ricorso. «Il discorso di passare alla storia è stato evitato» ha aggiunto Dell'Utri.

Il senatore del Pdl ha visto oggi la condanna ridotta a sette anni in appello. Il procuratore generale Nino Gatto, che ha sostenuto la pubblica accusa, ha portato avanti la linea secondo la quale l'imputato avrebbe svolto il ruolo di tramite fra gli ambienti della grande finanza lombarda, vicina al premier Silvio Berlusconi, e gli ambienti legati a Cosa nostra.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal