3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Mafia

Dell'Utri, attesa per oggi la sentenza d'appello

Sul senatore del Pdl pende la richiesta di condanna ad 11 anni

PALERMO - E' attesa per questa mattina intorno alle 10, nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, la lettura della sentenza d'appello nel processo che vede imputato il senatore del Pdl Marcello Dell'utri con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

I giudici della seconda sezione di Corte d'Appello, presieduti da Claudio Dall'Acqua, sono riuniti in camera di consiglio da giovedì scorso, giorno in cui erano terminate le requisitorie di accusa e difesa. Il procuratore generale Nino Gatto, che in appello ha sostenuto la pubblica accusa, ha portato avanti la linea secondo la quale l'imputato avrebbe svolto il ruolo di tramite fra gli ambienti della grande finanza lombarda, vicina al premier Silvio Berlusconi, e gli ambienti legati a Cosa nostra. Dell'Utri, in pratica, avrebbe consentito alla mafia di mettere le mani su importanti affari edilizi come la realizzazione di Milano 2, negli anni '70; e sarebbe stato determinante nell'apporto di influenze mafiose durante la fase embrionale del progetto politico Forza Italia, nell'autunno del '93.

Per il senatore Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni, il procuratore generale Nino Gatto ha avanzato una richiesta di pena per 11 anni di reclusione. La sentenza porrà fine alla fase d'appello di uno tra i processi più seguiti degli ultimi anni nel nostro Paese e iniziato nel 2006, due anni dopo la sentenza di primo grado arrivata l'11 dicembre 2004.

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