31 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Immigrati

Boldrini: Italia non rispetta regole di respingimento

Unhcr: «Serve identificazione e accesso al territorio»

ROMA - L'Italia non rispetta le regole dei respingimenti. E' quanto denuncia Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), in un'intervista concessa al settimanale Left in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato.

«Il respingimento è un istituto previsto dall'ordinamento italiano, ma con garanzie per la sua attuazione - dice Boldrini - si richiede, infatti, che sia dato accesso al territorio e che ci sia un'identificazione; se poi le persone non fanno domanda di asilo possono ricevere un decreto di respingimento a fronte del quale, però, possono anche fare ricorso. A noi preoccupa quando l'azione è invece compiuta in alto mare, senza identificazione, senza possibilità di appello alle decisioni o, ancora, ogni qualvolta l'apposizione della misura venga fatta indistintamente senza sapere chi sono queste persone, né il motivo alla base della loro fuga. Questo è il respingimento che non può essere accettato perché non è su base individuale e non consente di fare una domanda di asilo».

«Sappiamo che spesso anche potenziali richiedenti asilo, quando vengono intercettati a bordo dei traghetti, vengono poi affidati al comandante stesso e rimandati in Grecia senza possibilità di fare domanda - continua il portavoce dell'Unhcr - questo preoccupa ancora di più quando a bordo ci sono dei minori. Da molto tempo è così. E questo contravviene anche al regolamento di Dublino II che richiede una specifica procedura. Le persone dovrebbero essere segnalate all'unità Dublino, fatte scendere dalla nave e poi trasferite alle autorità del Paese in cui hanno fatto ingresso in Ue. Accade, invece, che siano trattate come se non fossero mai entrate in Italia, tant'è che non c'è nulla che provi che siano arrivate qui».

Boldrini ha quindi sottolineato: «La sicurezza è un diritto di tutti. Ed è fondamentale che le persone in fuga da situazioni di guerra, violenza, persecuzione individuale, dove sicurezza non c'è, possano poi accedere a una procedura d'asilo e ottenere protezione».

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