Napolitano: fare proprio l'insegnamento di Toaff
Il Messaggio del Capo dello Stato per i 95 anni del Rabbino capo emerito
ROMA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, un messaggio in occasione dei festeggiamenti per il genetliaco del Rabbino Capo Emerito, Elio Toaff.
«Desidero associarmi con tutto il cuore - ha scritto il capo dello Stato - ai festeggiamenti per il 95° compleanno del Rabbino Elio Toaff: altissima personalità dell'ebraismo italiano del nostro tempo, già valoroso combattente partigiano, protagonista e promotore di quel dialogo ebraico-cristiano che culminò con la storica visita alla Sinagoga di Roma, il 13 aprile 1986, di Giovanni Paolo II, a cui Toaff fu legato da rapporti di forte amicizia. Indimenticabili le commosse parole con cui egli descrisse l'ingresso al Tempio con accanto il Pontefice: 'Passai in mezzo al pubblico silenzioso, in piedi, come in sogno, il Papa al mio fianco, dietro cardinali, prelati e rabbini: un corteo insolito, e certamente unico nella lunga storia della Sinagoga'. Evento culminato, come Toaff scrisse, con l' 'applauso liberatorio, irrefrenabile, quando il Papa disse: siete i nostri fratelli prediletti, e si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori'».
«L'insegnamento spirituale di Elio Toaff - sottolinea Napolitano - rappresenta un'altissima espressione dei valori propri dell'antica comunità ebraica italiana, presente con i suoi maestri e i suoi scrittori nell'evolversi della nostra cultura, partecipe con i suoi combattenti del processo storico iniziato col Risorgimento e culminato nell'unificazione della nostra Patria. Egli ci ha trasmesso un insegnamento che ogni uomo del nostro tempo, non soltanto noi italiani, deve fare proprio se ha a cuore i destini di un mondo così ricco di paure, come di speranze. Tutti noi gliene siamo grati».