5 marzo 2021
Aggiornato 17:30
Svizzera-Libia

Moratinos domani a Tripoli per trovare accordo

Zapatero: «Siamo vicini a mediazione»

BRUXELLES - Il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, volerà domani in Libia per tentare di porre fine al contenzioso fra Tripoli e la Svizzera. Lo ha annunciato il capo del governo madrileno, Jose Luis Rodriguez Zapatero, al termine di un vertice europeo a Bruxelles.

Moratinos «si recherà domani in Libia», ha detto Zapatero il cui Paese presiede attualmente l'Unione europea. Il capo del governo spagnolo ha auspicato che il cittadino svizzero ancora bloccato in Libia possa ritornare nel suo Paese «il prima possibile». «Spero che potremo concludere un accordo nei prossimi ore o giorni», ha detto ancora prima di aggiungere: «Penso che siamo vicini ad una soluzione».

Berna e Tripoli sono ai ferri corti dall'arresto a Ginevra nel luglio 2008 di uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, sulla base della denuncia di due domestici per maltrattamenti. Come misura di ritorsione, le autorità libiche avevano, fra il resto, arrestato a assegnato ai domiciliari due uomini d'affari elvetici a Tripoli. Dopo mesi di negoziati infruttuosi per ottenere il loro ritorno, Berna lo scorso autunno ha vietato a diverse personalità libiche l'ingresso nei 25 Paesi dello spazio Schengen. Tripoli ha replicato a febbraio annunciando a sua volta delle restrizioni ai visti nei confronti dei cittadini dei Paesi di Schengen, suscitando l'irritazione di numerose capitali e alla fine una mediazione di Bruxelles.

Uno dei due svizzeri bloccati in Libia è potuto rientrare nella Confederazione, ma il secondo, Max Goeldi, rappresentante della filiale del gruppo di ingegneria ABB in Libia, è sempre detenuto a Tripoli. La Svizzera due giorni fa si è detta pronta a sfrondare la lista nera dei visti Schengen stralciando i nomi di alcune personalità libiche.