21 settembre 2019
Aggiornato 06:30
La visita del Papa nella Sinagoga di Roma

Di Segni non cita Pio XII ma critica il «silenzio» degli uomini

«Ci interroga, ci sfida e non sfugge al giudizio»

ROMA - Il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni non cita esplicitamente Pio XII ma afferma, nel discorso rivolto al Papa in sinagoga, che «il silenzio dell'uomo è su un piano diverso, ci interroga, ci sfida e non sfugge al giudizio». La recente decisione di fare avanzare la causa di beatificazione di Papa Pacelli ha suscitato le rimostranze di molti ebrei, che accusano il Pontefice della seconda guerra mondiale (1939-1958) di non aver fatto abbastanza contro la Shoah.

«Il silenzio di Dio o la nostra incapacità di sentire la Sua voce davanti ai mali del mondo, sono un mistero imperscrutabile. Ma il silenzio dell'uomo è su un piano diverso, ci interroga, ci sfida e non sfugge al giudizio», ha detto il rabbino Di Segni. «Ebrei, cristiani e altri fedeli sono stati perseguitati e continuano ad essere perseguitati nel mondo per la loro fede. Solo Colui che è il Signore del perdono può perdonare tutti quelli che ci perseguitano», ha aggiunto.

Il rabbino Di Segni è così sembrato volersi riallacciare allo storico discorso pronunciato da Ratzinger quando, nel 2006, visitò il campo di sterminio di Auschwitz e affrontò il tema dell'apparente silenzio di Dio. «Dove era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male?», si domandò il Papa tedesco.